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Il Comitato Contrade Benevento Nord per la tutela del territorio – No Bess, sostenuto da una ventina di cittadini provenienti dal rione Ferrovia, Centro Storico, Contrade Nord, Rione Mellusi e zona Capodimonte, ha inviato una lettera aperta al Prefetto di Benevento per chiedere un intervento istituzionale sulla vicenda dei miasmi e del presunto inquinamento del fiume Calore.

Nel documento i firmatari esprimono «profonda preoccupazione» e una crescente «sfiducia» nei confronti delle istituzioni, evidenziando come, nonostante anni di segnalazioni e gli episodi registrati negli ultimi giorni, manchino ancora risposte chiare sulle possibili conseguenze per la salute pubblica.

Il Comitato richiama i recenti episodi di presunti sversamenti nel fiume, la presenza di schiuma anomala, la moria di pesci e il forte odore che da tempo interessa diverse aree del territorio. Vengono inoltre ricordate le numerose segnalazioni di cittadini che lamentano bruciore alla gola, nausea, irritazioni e altri malesseri, pur precisando di non voler stabilire alcun collegamento diretto tra tali episodi e gli eventi ambientali in corso.

«Non abbiamo gli strumenti per stabilire se vi sia un collegamento tra questi fatti – scrivono – ma abbiamo il diritto di sapere se l’aria che respiriamo è sicura e se quanto sta accadendo rappresenti un rischio per la salute pubblica».

Pur riconoscendo il lavoro della magistratura e il necessario riserbo sulle indagini in corso, i firmatari sottolineano che i tempi dell’inchiesta potrebbero essere lunghi e che i cittadini non possono attendere mesi o anni per ricevere informazioni sulla sicurezza dell’ambiente in cui vivono.

Nella lettera viene inoltre evidenziato il silenzio, almeno sul piano pubblico, di enti come ASL e Università degli Studi del Sannio, dai quali il Comitato si sarebbe aspettato un contributo scientifico utile a chiarire la situazione e a rassicurare la popolazione.

I cittadini ricordano anche la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale aperto sul tema, manifestando però il timore che possa trasformarsi nell’ennesimo scontro politico. «Noi non abbiamo bisogno dell’ennesimo confronto tra maggioranza e opposizione – si legge – ma che qualcuno rimetta al centro il bene comune».

Nella parte finale dell’appello il Comitato chiede al Prefetto di convocare un tavolo con Comune, Provincia, Regione, ASL, ARPAC, Università degli Studi del Sannio e tutti gli enti competenti, affinché vengano fornite informazioni «chiare, verificabili e tempestive» ai cittadini e ciascun soggetto si assuma le proprie responsabilità.

«Il nostro non è un atto di accusa. È un grido d’allarme – conclude la lettera –. Le chiediamo di dimostrare che lo Stato c’è ancora. Le indagini seguiranno il loro corso, ma i cittadini hanno diritto, oggi, a sapere se possono respirare serenamente, se il loro fiume è sicuro e se chi è chiamato a tutelare la salute pubblica sta facendo tutto il necessario».

Il Comitato avverte infine che, qualora anche questo appello dovesse restare senza risposta, saranno promosse iniziative pubbliche e civili, nel pieno rispetto della legge, per mantenere alta l’attenzione sulla vicenda.