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Posizioni sempre distanti e trattative stagnanti. La vertenza Microgame è ad un punto morto. Quello tra la Direzione aziendale e la Fiom Cgil sembra essere un dialogo tra sordi: la società resta saldamente ancorata sulle sue posizioni di partenza e finalizzata a licenziare parte della propria forza lavoro e la Fiom Cgil che non vuole sentire ragioni su questo punto. La Microgame, nonostante si sieda al tavolo di confronto, vuole licenziare e se delle unità già liquidate il 18 dicembre, 14 siano state nel frattempo riammesse provvisoriamente al proprio posto, non c’è stato alcun ripensamento per 5 lavoratori che non sono stati riammessi. Su questo si è basata la discussione che si è svolta oggi presso Confindustria Benevento, ma il taglio di personale confermato per i 5 è da considerarsi quale mossa prodromica di Microgame sulla strada di tutti licenziamenti già annunciati a dicembre e poi in qualche modo congelati in parte. Per Massimiliano Guglielmi, segretario regionale Fiom, non resta da fare altro che attivare tavoli istituzionali di carattere regionale per tentare un’ultima sortita anti licenziamento.

Nel corso della lunghissima riunione di questa mattina in Confindustria, il sindacalista Guglielmi ha sottolineato: “La discussione va avanti. A nostro avviso questa società ha la possibilità di poter ricollocare riqualificare e di reinserire questi lavoratori. Non possiamo non pensare che non esista una alternativa ai licenziamenti”. Guglielmi ha aggiunto: “Chiederemo di spostare la discussione in Regione Campania e chiederemo alle istituzioni di intervenire per quanto è la loro competenza e il loro ruolo per salvaguardare il futuro di questi dipendenti”. Ma le parti restano lontanissime: “L’azienda continua a ribadire che, visto che ci sono attività che non vengono più svoltem, non ha più bisogno di determinate professionalità. Non voglio pensare che ci troviamo di fronte ad un ragionamento squisitamente matematico per poi buttarle fuori dal ciclo produttivo”.