“Un autentico costruttore di pace. Padre Ibrahim Faltas è un frate minore che ha dimostrato che con il dialogo e il rispetto della dignità umana si può superare l’odio e la cattiveria”.
Con queste parole il sindaco di Pietrelcina Salvatore Mazzone ha conferito la cittadinanza onoraria a Padre Ibrahim Faltas, francescano e direttore delle Scuole della Custodia di Terra Santa, nel corso di una manifestazione nella piazza centrale del paese.
Un riconoscimento dal forte valore simbolico per un uomo che vive e opera in quel Medio Oriente dove continuano a consumarsi tragedie indicibili e dove la parola “pace” appare sempre più come una chimera, qualcosa di indefinibile e irraggiungibile.
Padre Ibrahim, giunto nella cittadina natale di San Pio in occasione della festività del Santo di Pietrelcina, ha ricevuto il riconoscimento al termine della processione partita dal convento francescano e proseguita lungo le vie del centro.
Una giornata carica di significati quella vissuta da Pietrelcina, che ha rivolto lo sguardo anche alla sofferenza del popolo palestinese, mentre quasi contemporaneamente, al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, il presidente francese Emmanuel Macron incentrava parte del suo intervento davanti all’Assemblea proprio su uno dei capitoli più drammatici della storia contemporanea.
Presenti all’evento il prefetto di Benevento Raffaela Moscarella, alcuni sindaci del Sannio, tra i quali quello di Benevento Clemente Mastella, il presidente della Provincia Nino Lombardi e i consiglieri regionali Pellegrino Mastella e Fernando Errico.
Nel corso del discorso per la consegna della cittadinanza onoraria, il sindaco Mazzone ha sottolineato: “È un momento di grande emozione e onore. Toccante è la testimonianza di Padre Ibrahim contro le guerre e i conflitti tra gli esseri umani. Padre Ibrahim ha toccato profondamente tutti noi quando ha richiamato il dolore e la sofferenza in quei territori martoriati dalla Cisgiordania e Gaza”.
Mazzone ha ricordato anche il ruolo svolto dal francescano come ponte spirituale nel gemellaggio tra Betlemme e Pietrelcina: “È stato tante volte qui nella città natale di San Pio. Voglio ricordare il suo prodigarsi verso coloro che vivono il dolore e la sofferenza”.
Padre Ibrahim, prendendo la parola, si è detto onorato per il conferimento della cittadinanza: “Sono venuto qui per portare le preghiere del mio popolo e soprattutto dei bambini di Gaza e della Terra Santa. Stanno soffrendo da tre anni. Padre Pio interceda per noi. Stiamo vivendo una situazione molto difficile soprattutto per bambini, cristiani e giovani. I bambini, circa 20mila, hanno bisogno di cure. Una situazione difficile e terribile in Terra Santa, una situazione disumana. Bisogna trovare una soluzione umana. Occorre pregare, impedire questa guerra. Gridare e chiedere la pace. Rompere il silenzio del mondo che uccide. Non si può essere complici di quello che accade. Bisogna portare un messaggio di pace e tornare al dialogo. Accettare l’altro come un fratello. Non deve essere una minaccia”.
Il conferimento della cittadinanza onoraria è stato preceduto da una lectio magistralis sui diritti umani, tenuta dal rettore emerito dell’Università degli Studi di Perugia, Maurizio Oliviero.


















