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Mobilitazione anche a Benevento contro il patriarcato, la cultura dello stupro, dell’omobilesbotransfobia e contro tutte le forme di violenza sessista, maschilista, economica, sanitaria e istituzionale. Le donne sono scese in piazza per la giornata di lotta che richieda misure di prevenzione concrete per segnare un vero salto di qualità nella società civile. In città a manifestare è stata l’Officina Transfemminista, un collettivo nato da ormai qualche mese che vuole combattere l’oppressione patriarcale, e creare nuovi spazi di lotta transfemminista.

L’Officina si presenta come un presidio di osservazione e di inchiesta nelle scuole e nelle Università, nei luoghi di lavoro, nei tribunali, negli ospedali e nei consultori, nelle piazze e negli spazi di aggregazione. “La violenza patriarcale non è un’emergenza ma un fenomeno strutturale” hanno affermato le manifestanti che questa mattina sono sfilate pere le vie cittadine. Il collettivo ha esortato l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole per preparare il terreno a una cultura del consenso: d’altra parte, polemizza l’Officina, il Governo risponde con proposte come il disegno di legge Bongiorno che, a dire delle manifestanti, finisce con l’autorizzare ancora una volta lo stupro. Il corteo partito dal Terminal Bus Santa Colomba – Piazzale degli Atleti, ha raggiunto il centro storico e la Prefettura dove si è svolto un sit-in con lo scopo di porre sotto accusa i modelli fin qui imperanti che hanno mostrato tutto il loro fallimento ponendo in condizione di subalternità le donne: “Siamo contro la violenza patriarcale, contro l’omobilesbotransfobia e contro l’economia di guerra”, ha sottolineato la portavoce di Officina Transfemminista, Àndre Serino. “Cambiare la cultura dal basso” questo la volontà del Collettivo.

Di recente d’altronde nel Sannio c’è stato purtroppo un femminicidio e quindi bisogna tenere alta la guardia: “Nessuno può sentirsi tranquillo. Il collettivo – ha aggiunto la Serino – è nato con un’assemblea pubblica sui servizi antiviolenza l’estate scorsa. Poi ci siamo ritrovate il 25 novembre, nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, attorno al bisogno di parlare di patriarcato, di oppressione patriarcale e per capire in che modo combatterlo per ricostruire nuovi modi di fare relazione, anche nella provincia di Benevento”. Serino ha quindi aggiunto: “Di fronte a un clima repressivo che vediamo da anni da parte del Governo dobbiamo riqualificare un senso comune e capire come costruire presidi di comunità, di mutuo aiuto e di lotta transfemminista dal basso nei nostri territori”. Sul collettivo la portavoce ha spiegato: “Il nostro spazio è fatto di persone queer, persone trans, donne, uomini che vogliono mettersi in gioco e decostruirsi, lavoratrici, studenti e persone precarie”.