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Dieci anni di reclusione per Nicolò Palermo, Donato D’Agostino e Osvaldo Masone e otto anni per Antonio Ianaro. Sono le richieste formulate oggi dal pubblico ministero al termine della requisitoria nel processo per il brutale pestaggio di Gaetano Cusano, il giovane di Tocco Caudio rimasto gravemente ferito nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 2025 all’esterno della discoteca Xuè di Montesarchio.

Il procedimento, celebrato con rito abbreviato davanti al Tribunale di Benevento, vede imputati i primi quattro giovani arrestati poche ore dopo l’aggressione, accusati di tentato omicidio aggravato. Palermo, D’Agostino e Masone si trovano attualmente in carcere, mentre Ianaro è agli arresti domiciliari.

Proprio per Ianaro la Procura ha formulato una richiesta di pena inferiore rispetto agli altri tre imputati, a seguito del riconoscimento delle circostanze attenuanti prevalenti, in considerazione della condotta collaborativa tenuta dal giovane nel corso del procedimento. Ianaro ha infatti reso ai magistrati dichiarazioni autoaccusatorie ed eteroaccusatorie, fornendo elementi sia sulla propria condotta sia su quella degli altri coinvolti nella vicenda.

Palermo è difeso dagli avvocati Francesco Altieri e Vittorio Fucci, Ianaro dagli avvocati Sergio Rando e Michele Russo, D’Agostino dall’avvocato Luca Russo, mentre Masone è assistito dagli avvocati Fabio Russo e Camillo Cancellario. Gaetano Cusano è assistito dall’avvocato Antonio Leone.

Dopo la requisitoria e le richieste di pena formulate oggi dal pubblico ministero, il processo proseguirà con una nuova udienza dedicata alle discussioni degli avvocati difensori. Saranno quindi le difese di Nicolò Palermo, Antonio Ianaro, Donato D’Agostino e Osvaldo Masone a prendere la parola davanti al giudice per illustrare le rispettive tesi e formulare le proprie conclusioni. 

Il pestaggio fuori dallo Xuè

I fatti risalgono alle prime ore del 5 ottobre 2025. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, alla base della violenza ci sarebbero stati precedenti contrasti tra alcuni giovani di Benevento e un gruppo di ragazzi della Valle Vitulanese.

Quella sera la presenza dei giovani di Foglianise e Vitulano allo Xuè sarebbe stata segnalata attraverso i social e successivamente confermata con una telefonata partita dal locale. Da Benevento sarebbero quindi arrivate quattro automobili con a bordo numerosi giovani. Per l’accusa, l’obiettivo sarebbe stato quello di affrontare l’altro gruppo in quella che il giudice ha definito negli atti una “spedizione punitiva”.

La violenza sarebbe cominciata con l’aggressione ad Antonio Mazzarelli, 18enne di Foglianise, inseguito e picchiato dopo aver tentato di nascondersi nella vegetazione.

Subito dopo venne coinvolto Gaetano Cusano, all’epoca 17enne. Secondo l’accusa, dopo aver colpito Ianaro alla testa con una bottiglia, Cusano sarebbe stato immobilizzato alle spalle da Palermo e successivamente raggiunto da una serie di pugni, calci e colpi di mazza da baseball. Anche dopo essere caduto a terra durante il tentativo di allontanarsi, il ragazzo sarebbe stato nuovamente raggiunto e colpito.

Cusano riportò gravissime lesioni alla testa. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Pio di Benevento, fu sottoposto a due delicati interventi neurochirurgici e rimase per settimane in condizioni critiche. Dopo il ricovero e un lungo periodo di riabilitazione in una struttura di Ferrara, nei mesi successivi è riuscito a tornare a casa.