Si è aperto oggi davanti al Tribunale di Benevento il procedimento giudiziario con rito abbreviato relativo al brutale pestaggio avvenuto nella notte del 5 ottobre 2025 all’esterno della discoteca Xuè di Montesarchio, episodio nel quale rimase gravemente ferito il 17enne Gaetano Cusano, di Tocco Caudio.
Davanti ai giudici sono comparsi i primi quattro giovani coinvolti nell’inchiesta della Procura di Benevento: Nicolò Palermo, 20 anni, Donato D’Agostino, 19 anni, Osvaldo Masone, 19 anni e Antonio Ianaro, 20 anni. Per loro l’accusa principale è quella di tentato omicidio aggravato. Il procedimento odierno si è svolto a porte chiuse davanti al Tribunale di Benevento, trattandosi di un’udienza relativa a reati gravi e con imputati in parte sottoposti a misura cautelare. Per un difetto di notifica, l’udienza odierna è stata rinviata: il Tribunale ha fissato la prossima data del dibattimento al 6 luglio, quando il processo tornerà nuovamente in aula.
Difendono gli imputati, tra gli altri, gli avvocati Francesco Altieri, Vittorio Fucci, Luca Russo, Fabio Russo, Camillo Cancellario, Sergio Rando, Michele Russo, Angelo Leone. Parte civile con l’avvocato Antonio Leone.
La notte del pestaggio: cosa accadde fuori allo Xuè
La vicenda risale alle prime ore del 5 ottobre 2025, quando all’esterno della discoteca Xuè di Montesarchio si consumò una violenta aggressione che sconvolse l’intero Sannio. Secondo la ricostruzione della Procura di Benevento e dei carabinieri, un gruppo di giovani provenienti dal capoluogo sannita avrebbe raggiunto il locale dopo aver appreso della presenza di ragazzi dell’area Foglianise-Vitulano. Quella che per gli inquirenti sarebbe stata una vera e propria spedizione punitiva culminò in una serie di aggressioni lungo via Cirignano.
Il primo ad essere preso di mira sarebbe stato Antonio Mazzarelli, 18enne di Foglianise, inseguito, raggiunto mentre tentava di nascondersi nella vegetazione e colpito con calci e pugni. Poco dopo la violenza si sarebbe concentrata su Gaetano Cusano, 17enne di Tocco Caudio. Stando all’impianto accusatorio, il giovane venne immobilizzato e colpito ripetutamente con pugni, calci e una mazza da baseball. Le aggressioni sarebbero proseguite anche quando il ragazzo era ormai a terra e privo di possibilità di difendersi. Le conseguenze furono gravissime. Cusano venne trasportato d’urgenza all’ospedale San Pio di Benevento, dove i medici gli diagnosticarono una grave emorragia cerebrale post-traumatica. Il giovane fu sottoposto a due delicati interventi chirurgici e ricoverato in prognosi riservata per diverso tempo. Successivamente venne trasferito in una struttura riabilitativa specializzata di Ferrara per affrontare un lungo percorso di recupero. Dopo mesi di cure e riabilitazione, il ragazzo è infine tornato a casa accolto dall’affetto della sua comunità.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Marilia Capitanio, si sono sviluppate attraverso un articolato lavoro investigativo basato sull’analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, sulle testimonianze raccolte dagli investigatori e sull’esame dei telefoni cellulari sequestrati agli indagati. Decisive anche le conversazioni acquisite all’interno di una chat WhatsApp, ritenute utili a ricostruire le fasi precedenti e successive all’aggressione. Sulla base di tali elementi, il gip del Tribunale di Benevento aveva inizialmente disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Nicolò Palermo, Donato D’Agostino e Osvaldo Masone, tutti accusati, a vario titolo, del tentato omicidio di Gaetano Cusano. Per Antonio Ianaro, invece, la misura cautelare è stata successivamente attenuata: dal 13 gennaio scorso è stato posto agli arresti domiciliari.
Nel corso dei mesi successivi, l’inchiesta si è progressivamente allargata. Alle posizioni dei primi quattro arrestati si sono aggiunte quelle di altri otto giovani raggiunti da misure cautelari nell’ambito degli ulteriori approfondimenti investigativi disposti dalla Procura di Benevento. Per Simone Rigolassi, 20 anni, di Benevento, Matteo Gilardi, 20 anni, di Benevento, e Francesco Lima, 21 anni, di San Nicola Manfredi, inizialmente posti agli arresti domiciliari dal 18 marzo scorso con l’accusa di lesioni aggravate ai danni di Antonio Mazzarelli, 18enne di Foglianise, il gip Maria Di Carlo ha recentemente disposto la sostituzione della misura con l’obbligo di dimora.
Gli altri cinque indagati coinvolti nel secondo filone dell’inchiesta sono Francesco Sassano, 21 anni, Simone Coppola, 23 anni, di Calvi, Francesco Mazzone, 21 anni, di Ceppaloni, Kevin Bozzi, 20 anni, di Benevento, e Francesco Zollo, 19 anni, di Benevento, per i quali era stata invece disposta la custodia cautelare in carcere con l’accusa di concorso nel tentato omicidio di Gaetano Cusano.




















