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Un incarico pubblico, una scatolina bianca e una mazzetta di banconote. È attorno a questa sequenza che ruota l’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che vede indagati per corruzione il sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, e l’ingegnere Daniele De Caprio.

A sette mesi dalle perquisizioni eseguite dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, i sostituti procuratori Giacomo Urbano e Anna Ida Capone hanno chiesto al gip Angela Mennella l’applicazione di misure cautelari nei confronti dei due indagati. Prima di ogni decisione, sono stati fissati gli interrogatori preventivi per la fine di luglio, durante i quali Marrandino e De Caprio potranno fornire la propria versione dei fatti.

L’episodio ritenuto centrale dagli investigatori risale all’8 marzo 2025. Secondo la ricostruzione dell’accusa, De Caprio avrebbe consegnato al sindaco una scatolina bianca all’interno della Jeep del primo cittadino. Il contenitore sarebbe stato nascosto sotto il sedile e, nei giorni successivi, recuperato più volte dallo stesso Marrandino per prelevare banconote, come documentato da una microtelecamera installata nell’auto dagli investigatori.

Per la Procura, quel denaro rappresenterebbe il corrispettivo degli incarichi affidati al professionista. Tra questi figurano la direzione dell’esecuzione del contratto per il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti, relativo a un appalto quinquennale da oltre 25 milioni di euro, e il collaudo tecnico-amministrativo dei lavori di riqualificazione del waterfront del Parco Faber, bene confiscato alla criminalità organizzata.

Sarà l’esito degli interrogatori preventivi a precedere la decisione del gip sulla richiesta di misure cautelari avanzata dalla Procura. Va ricordato che le contestazioni rappresentano, allo stato, l’ipotesi accusatoria e dovranno essere vagliate nel corso del procedimento, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza degli indagati.