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Nuovo sviluppo nell’inchiesta sul pestaggio avvenuto nella notte del 5 ottobre scorso davanti alla discoteca Xuè di Montesarchio. I carabinieri, su disposizione della Procura di Benevento, hanno eseguito una nuova ordinanza di misure cautelari nei confronti di altri giovani ritenuti coinvolti nell’aggressione al minorenne Gaetano Cusano. Il giudice ha disposto il carcere per Francesco Sassano 19 anni, Kevin Bozzi, 20 anni, Simone Coppola, 22 anni,  Francesco Mazzone 20 anni e Francesco Zollo 18 anni. Arresti domiciliari, invece, per Francesco Leo Lima 19 anni, Simone Rigolassi e Matteo Gilardi, entrambi 20enni. Nei mesi scorsi erano già stati tratti in arresto Nicolò Palermo, 19 anni, Antonio Ianaro, 20 anni, Donato D’Agostino, 19 anni e Osvaldo Masone jr, 19 anni, ritenuti gravemente indiziati per il tentato omicidio di Cusano. I primi quattro arrestati sono stati mandati a processo e sono tuttora imputati davanti al Tribunale di Benevento

Le nuove misure arrivano al termine di ulteriori approfondimenti investigativi che hanno consentito di ricostruire in maniera più dettagliata le fasi dell’aggressione e di individuare altri presunti partecipanti. Determinanti, secondo gli inquirenti, sono stati i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo via Cirignano, le testimonianze dei presenti, ma anche l’analisi delle chat sui telefoni sequestrati e i riscontri sui movimenti delle auto nella fascia oraria del pestaggio. Secondo la ricostruzione accusatoria, il gruppo avrebbe partecipato a una vera e propria spedizione punitiva, organizzata dopo aver saputo della presenza di ragazzi della Valle Vitulanese  all’interno del locale. Una volta raggiunta la discoteca, i giovani si sarebbero appostati all’esterno, attendendo l’uscita dei bersagli. La violenza si sarebbe consumata in due fasi. Il primo ad essere aggredito sarebbe stato Antonio Mazzarelli, colpito alla testa anche con una mazza da baseball. Il giovane avrebbe tentato la fuga lungo la strada, cercando riparo nella vegetazione, ma sarebbe stato raggiunto, trascinato fuori e picchiato con calci e pugni anche mentre era a terra, riportando lesioni giudicate guaribili in circa venti giorni.

Subito dopo, il gruppo si sarebbe scagliato contro Gaetano Cusano. Il minorenne, che poco prima aveva colpito uno degli aggressori con una bottiglia, sarebbe stato accerchiato e colpito ripetutamente con calci, pugni e una mazza da baseball. Le violenze sarebbero proseguite anche quando il ragazzo era ormai a terra e privo di difese, con colpi diretti in particolare alla testa. Cusano, gravemente ferito, fu soccorso dal 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale San Pio di Benevento, dove venne sottoposto a due interventi chirurgici e ricoverato in condizioni critiche, con prognosi riservata sciolta solo diverse settimane dopo.

Per la Procura si tratta di un’azione di gruppo, violenta e preordinata, aggravata dai futili motivi, dall’orario notturno e dal fatto che la vittima fosse minorenne. Il giudice ha ritenuto sussistente anche il pericolo di reiterazione del reato, evidenziando la gravità delle condotte e disponendo misure cautelari severe. L’indagine, che nei mesi scorsi aveva già portato ai primi arresti per tentato omicidio, si allarga dunque ad altri partecipanti, confermando il quadro di una aggressione di branco che ha scosso l’intera provincia.

Gli otto sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Angelo Leone, Gerardo Giorgione, Fabio Russo e Grazia Luongo. Per i primi quattro arrestati, gli avvocati Francesco Altieri, Vittorio Fucci, Luca Russo, Camillo Cancellario e Fabio Russo. Le parti offese, rappresentate dal 17enne di Vitulano e dall’18enne di Foglianise, sono assistite dagli avvocati Antonio Leone e Raffaele Scarinzi.

La nota della Procura: 

Nella mattinata odierna, personale della Compagnia CC. di Montesarchio, all’esito di attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, ha proceduto a dare esecuzione all’ordinanza applicativa delle misure della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari, emessa dal GIP presso il Tribunale di Benevento, nei confronti di otto giovani soggetti di Benevento, coinvolti nella grave e violenta aggressione perpetrata all’esterno del locale notturno discopub Xuè di Montesarchio, fatto avvenuto nelle prime ore del 05 ottobre 2025, ai danni di altri soggetti appartenenti all’area Foglianise – Vitulano; per tale violenta aggressione ai danni del giovane Cusano Gaetano, venivano già tratti in arresto quattro giovani beneventani, ritenuti gravemente indiziati del reato di tentato omicidio, in quanto, ciascuno con condotte proprie e concorrenti alle altre, ed anche con l’uso di un manganello, avevano ridotto in fin di vita la vittima; l’individuazione dei primi quattro indagati era possibile attraverso l’assunzione di prime informazioni fornite dai giovani presenti sul luogo e dalla visione delle telecamere di videosorveglianza comunale istallato lungo la rotonda di via Cirignano; la misura precautelare nei confronti dei quattro giovani indagati veniva convalidata dal GIP di Benevento e confermata dal Tribunale del Riesame di Napoli.

Successivamente all’arresto, la P.G. operante proseguiva con un’intensa attività di indagine, coordinata dall’ufficio di Procura, sviluppatasi attraverso la visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza comunale; l’assunzione di sit di ulteriori giovani, che venivano a mano a mano individuati; l’esame dei messaggi scambiati su una chat whatsapp condivisa dal gruppo di ragazzi del beneventano; l’esame della copia forense sui contenuti delle conversazioni rinvenute sui dispositivi cellulari sequestrati ai primi soggetti individuati (effettuata tramite CT informatica); acquisizione di documentazione relativa ai transiti delle autovetture dei soggetti coinvolti nella fascia oraria interessata; acquisizione di documentazione sanitaria; dichiarazioni auto ed eteroindizianti rese da uno dei soggetti arrestati in sede di interrogatorio davanti al PM; tale attività consentiva di risalire agli altri correi nel delitto di tentato omicidio ai danni del Cusano, ma anche del delitto di lesioni aggravate ai danni di Mazzarelli Antonio;  la ricostruzione dei fatti, secondo la prospettiva accusatoria, era la seguente: 

i giovani del gruppo di Benevento, appresa la notizia della presenza dei ragazzi della valle Vitulanese presso lo Xuè di Montesarchio, si organizzavano, nell’ordine numerico di oltre una decina, per raggiungere la discoteca ed ivi giunti, appostatisi nello spazio antistante il locale, attendevano all’uscita i bersagli predestinati; il giovane Mazzarelli Antonio, appartenente al gruppo dei ragazzi dell’area Vitulano – Foglianise, appena uscito dalla discoteca, veniva aggredito al capo con una mazza da baseball; riusciva a guadagnare la fuga, lungo la via Cirignano, cercando riparo in una siepe, da cui veniva tirato fuori dagli indagati e colpito ripetutamente con calci e pugni, anche quando era riverso a terra, provocandogli così lesioni che ne comportavano il ricovero presso il nosocomio beneventano, ed una prognosi di guarigione in gg.20 (come da documentazione medica e cartella clinica); terminata l’aggressione ai danni del Mazzarelli, i prevenuti si scagliavano contro il Cusano, che a sua volta aveva colpito uno dei ragazzi del beneventano con una bottiglia al volto, con condotte specifiche di ripetuti calci, pugni, colpi violenti, inferti anche con l’uso di una mazza da baseball, riducendolo in fin di vita; il giovane Cusano veniva dunque ricoverato in “condizioni di serio pericolo di vita” presso l’A.O “S. Pio” di Benevento, sottoposto a due interventi chirurgici e giudicato con prognosi riservata “quoad vitam”, sciolta solo in data 09.11.2025 (come peraltro confermato dalla copiosa documentazione medica agli atti e dalla relazione del medico legale); gli accertamenti investigativi espletati, con il coordinamento della Procura della Repubblica, consentivano di ricostruire la dinamica delle violente aggressioni, e di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico degli ulteriori indagati per i fatti per come sopra descritti.

Pertanto, inquadrato il fatto storico nell’ipotesi di reato di tentato omicidio ai danni di Cusano Gaetano ed in quello di lesioni aggravate ai danni di Mazzarelli Antonio, e ricorrendo altresì i futili motivi dell’aggressione, la minorata difesa, avendo i prevenuti approfittato delle favorevoli circostanze di tempo e di luogo, nonché l’essere concorsi nei reati in numero superiore a cinque, la Procura, all’esito delle indagini espletate, richiedeva l’applicazione delle misure cautelari, concesse dal GIP, sede, ed eseguite dalla P.G. operante. I provvedimenti eseguii sono misure cautelari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari delle stesse sono, allo stato, indagati e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.