Si arricchisce di un nuovo elemento il giallo sulla morte di Luca Esposito, all’anagrafe Luigi, il giornalista sportivo trovato senza vita e carbonizzato. Nelle prime ore successive al ritrovamento, tra le ipotesi circolate vi era anche quella di un possibile movente collegato a una presunta attività lavorativa della vittima presso Arpac Campania. Una ricostruzione che, però, è stata ufficialmente smentita dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale.
Con una nota diffusa nelle ultime ore, Arpac ha infatti chiarito che Esposito “non risulta titolare di un rapporto di lavoro con Arpac, né come dipendente né come dirigente” e che «non risulta alcuna relazione di natura professionale tra l’ente ed Esposito, che appare del tutto estraneo all’attività dell’Agenzia”. In realtà, esiste un quasi omonimo Luca Antonio Esposito, dirigente Arpac ed ex consigliere comunale di Napoli di area mastelliana, avrebbe spinto il giornalista ad approfittare della quasi omonimia (Luca Luigi – Luca Antonio) per presentarsi come dirigente Arpac.
L’Agenzia ha inoltre espresso “sgomento per quanto emerge dalle cronache” e ha manifestato «cordoglio alla famiglia della vittima e al mondo dell’informazione per la drammatica scomparsa”.
La precisazione dell’ente contribuisce a escludere una delle piste che avevano iniziato a circolare nelle prime ore dell’inchiesta, riportando l’attenzione sulle altre ipotesi investigative. Tra queste resta quella di un possibile movente legato all’attività giornalistica di Esposito, conosciuto soprattutto come cronista sportivo, senza escludere la pista passionale, anch’essa al vaglio degli inquirenti.
Le indagini proseguono nel massimo riserbo per ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima e chiarire le circostanze che hanno portato al tragico epilogo. Al momento gli investigatori non escludono alcuna pista, mentre gli accertamenti tecnici e le testimonianze raccolte nelle ultime ore saranno determinanti per delineare il contesto in cui è maturato il delitto.



















