È stata assolta “perché il fatto non costituisce reato” Michelina Locati, 37 anni, di Bonea, finita a processo con l’accusa di peculato per alcuni prelievi effettuati dal libretto postale dell’uomo del quale era amministratrice di sostegno. La donna è stata assistita dall’avvocato Mario Cecere.
La sentenza è stata pronunciata questa mattina dal Tribunale collegiale di Benevento, presieduto dal giudice Pezza. Anche la Procura, al termine del dibattimento, aveva chiesto l’assoluzione dell’imputata, difesa dall’avvocato Mario Cecere.
Al centro del procedimento c’erano tre operazioni eseguite nell’agosto 2017, per un totale di 6.877 euro. Secondo l’originaria contestazione, la donna si sarebbe appropriata del denaro del beneficiario dell’amministrazione di sostegno, sul cui libretto era delegata a operare.
Il primo prelievo, da 1.500 euro, risaliva al 17 agosto, giorno della morte dell’assistito. Gli altri due, da 2.500 e 2.877 euro, erano stati effettuati il 19 e il 21 agosto. Nella richiesta di rinvio a giudizio venivano indicate come giustificate spese per 2.992 euro, sostenute per il funerale e la tumulazione.
Questa la ricostruzione sulla quale era stata formulata l’accusa. All’esito del processo, sia il pubblico ministero sia la difesa hanno concluso per l’assoluzione. Il collegio ha pronunciato il verdetto con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.


















