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Contrastare il fenomeno del caporalato e creare delle opportunità concrete di autonomia e inclusione per le vittime. Daniela Fiore coordinatrice del progetto ha presentato i poli sociali del progetto “Say no cap”–Costruire opportunità, accogliere e proteggere per l’emersione e la dignità sociale dei cittadini migranti in condizione di sfruttamento”. 

Questa mattina al rione Ferrovia  presentato  il progetto  promosso e finanziato dalla Regione Campania. L’iniziativa è promossa da un partenariato amplio e capillare, composto da: Percorsi Consorzio di Cooperative Sociali, Intra Cooperativa Sociale Onlus, Innova ETS, Arci Avellino APS, Arci Bento APS, Projenia Cooperativa Sociale, Don Tonino Bello OdV, La Radice di Coira Società Cooperativa Sociale, Kosmopolis APS. L’iniziativa, che durerà fino al luglio del 2028  è stata realizzata per la prima volta nei territori delle due province, il Sannio e l’Irpinia. Nasce per prevenire e contrastare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo, con un focus specifico sui settori agricoli e rurali.

Il progetto si rivolge in particolare a cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti in Italia che si trovano in condizioni di vulnerabilità e marginalità, offrendo percorsi personalizzati di informazione, assistenza, orientamento e integrazione, con l’obiettivo di favorire l’emersione delle vittime, attivare tutela e accompagnamento e promuovere condizioni di dignità, diritti e inclusione sociale. La coordinatrice Fiore ha sottolineato: “È un progetto sicuramente pioneristico per questi territori. Per la prima volta infatti nascono i poli sociali integrati sia sulla sulla città di Avellino che sulla città di Benevento. Insieme ai poli sociali integrati è attivo uno sportello itinerante con l’obiettivo di raggiungere i destinatari del progetto nelle campagne nelle zone più periferiche per informarli sui loro diritti e per offrirgli  opportunità di essere seguiti e di ottenere  le tutele necessarie”.

L’iniziativa prevede, ha spiegato la coordinatrice, anche dei servizi di secondo livello: “Si tratta di percorsi formativi training on the job e ha l’obiettivo anche di coinvolgere le aziende aziende agricole per favorire la costruzione di un patto comune. Puntare sulla responsabilità sociale d’impresa e sulle contrattualizzazioni regolari proprio per creare delle opportunità di inserimento lavorativo che coinvolgano nello stesso tempo sia le aziende e sia destinatari del progetto”.

La coordinatrice ha quindi auspicato: “Ci auguriamo che nel corso della delle attività progettuali si venga a consolidare una rete interistituzionale che coinvolga gli enti locali la Prefettura la Questura le Asl e tutti gli enti che a loro modo agiscono e possano agire a supporto delle persone prese in carico.  Parliamo di un sistema strutturato di intervento anche i n questo settore. Le province di Avellino e Benevento non sono immuni allo sfruttamento lavorativo e caporalato. E’  un fenomeno presente anche in questi territori e sicuramente in maniera silenziosa e sommersa”.

La Fiore ha infine auspicato che in questo modo si possa dare  una risposta concreta e favorire  percorsi di autonomia e inclusione. Presente anche l’assessore comunale ai Servizi Sociali Carmen Coppola che ha aderito a questo progetto: “Un’importante iniziativa quella di stamattina. Noi già dal 2016 portiamo avanti per quanto Riguarda i richiedenti asilo e in modo particolare per minori ed  adulti. Ed infatti i due sistemi di accoglienza integrata che abbiamo nel nostro territorio risultano essere quelli che è il fiore all’occhiello della nostra della nostra collettività perché cerchiamo di offrire servizi e non mera assistenza. Cerchiamo di integrarli  in quello che è il tessuto sociale e quello che è il tessuto educativo culturale della nostro territorio. Garantiamo orientamento per quanto riguarda gli adulti, lavorativo, sanitario e giuridico”. L’assessore ha quindi ricordato che sul  territorio del capoluogo ospita ben 29 adulti: “Ognuno ha un proprio percorso lavorativo quindi non soltanto una mera assistenza ma un sistema integrato di servizi”. Per quanto riguarda i minori l’assessore ha ricordato come il territorio ospita 24  minori: “Nella nostra realtà hanno un percorso educativo e professionali. Occorre  garantire dignità  ed è quello che si vuole fare con il progetto odierno  e avviarli verso una propria autonomia lavorativa”