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Primo Maggio, Festa del lavoro, ma in questo 2026 si può parlare di Festa a Benevento proprio all’indomani della morte di un operaio di 67enne precipitato da un capannone a Ponte Valentino mentre erano in corso lavori di installazione di un impianto fotovoltaico? Se lo sono chiesti e se chiedono chi un lavoro bene o male c’è l’ha, chi rischia di perderlo, chi non c’è l’ha affatto e lo cerca, i sindacalisti che sono scesi in piazza a piazza Castello per denunciare le tante vertenze del lavoro, le tante criticità e le storture di varia natura che però costituiscono altrettanti attacchi alla dignità di uomini e donne che può essere assicurata e garantita, come ha ammonito il Presidente della Repubblica Mattarella, proprio con il lavoro. Oggi nel Sannio ci sono ferite aperte sul fronte del lavoro: l’elenco è lungo. Si potrebbe partire citando il caso, come hanno fatto le Confederazioni unitarie con la cosiddetta ‘Stazione fantasma” della Ferrovia Benevento-Cancello-Napoli, inaugurata e chiusa da anni come da anni sono in corso lavori di ammodernamento, messa in sicurezza, potenziamento della tratta di 49 chilometri, con la conseguenza della mancanza di un servizio essenziale per i cittadini e pesanti sacrifici ed umiliazioni per il personale addetto di quello che è il tracciato più breve da e per Napoli. Ma le vertenze non finiscono qui. È in corso la vicenda Hanon con il subentro di un nuovo gestore, ma con molte incognite per alcuni almeno degli addetti; e c’è poi quella quasi paradossale dei 12 dipendenti di Trotta Bus sospesi dal servizio perché avrebbero cercato di garantire la sicurezza del servizio stesso e la tutela dei viaggiatori rifiutandosi di condurre mezzi definito obsoleti. Questi lavoratori sono nel limbo da giorni, ma anche i loro Colleghi nulla sanno del proprio futuro e della gestione del trasporto pubblico locale in città.