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Un appuntamento molto sentito dalla comunità dei fedeli di Benevento: la processione del Venerdì Santo, una tradizione molto cara al popolo cattolico del capoluogo e che coinvolge in modo diretto il centro storico nella rappresentazione della morte sulla croce di Cristo. In tanti hanno preso parte al dolente corteo aperto dalle Associazioni, dalle Confraternite e dalle diverse articolazioni del mondo cattolico nella vita sociale e civile, dagli ecclesiastici, mentre al centro sono state collocate le statue del Figlio di Dio e della Madre di Cristo, con in coda le autorità e i fedeli.

La processione è partita dalla cattedrale e si è snodata per il Corso Garibaldi, via dei Rettori, via Ennio Goduti e nuovamente su corso Garibaldi. Quest’anno, dopo tanto tempo, è stata la prima volta senza l’arcivescovo metropolita di Benevento Felice Accrocca, che da pochi giorni si è trasferito in Umbria dove è stato nominato Vescovo di Assisi e Foligno. Erano anni che un momento cosi solenne non era vissuto senza il pastore della Chiesa che deve essere ancora nominato ed è toccato, quindi, all’amministratore diocesano don Franco Iampietro guidare il lungo corteo. Il percorso ha attraversato il cuore della città, trasformando strade e piazze in luoghi di preghiera e raccoglimento. Presente anche il vice Prefetto Maria De Feo, il neo questore Giovanni Leuci, il Colonello dei Carabinieri Marco Keten, il consigliere regionale Pellegrino Mastella, il presidente del Consiglio Comunale Renato Parente, il sindaco Clemente Mastella il suo vice Francesco De Pierro e l’assessore Attilio Cappa.

Don Franco  Iampietro ha sottolineato: “Di fronte al dolore è doveroso stare in silenzio. Conviene tacere. Occorre amore. Gesu è l’amore che salva tutti”. Poi ha aggiunto: “Viviamo in un società in cui la violenza sta di nuovo prendendo il sopravvento sulla società. E’ pericolosa anche la violenza verbale che di solito precede quella fisica. Serve rispetto e silenzio. Disarmiamo le parole e togliamo il veleno che contengono. La volenza è dei vigliacchi. La pace si ottiene lavorando su se stessi. Siamo tutti responsabili”.