Ci sono storie che profumano di casa, di quelle che non si leggono solo sui documenti ufficiali ma che si sentono camminando per le strade delle nostre frazioni. Quella che vi raccontiamo è una di queste: la storia di un impegno che si fa mattoni, stanze e, soprattutto, servizi per la gente.
Con la firma del contratto di locazione avvenuta giovedì 30 luglio, l’ex scuola di Motta e i locali di Montorsi smettono di essere solo “immobili comunali” per trasformarsi nel cuore pulsante delle attività della Cooperativa Sociale “AniMa” e dell’Associazione “De Nicola Assistenza Trasporto Soccorso ODV”.
Dietro questo traguardo c’è una sinergia preziosa. Per questo, un ringraziamento profondo e sentito va al Sindaco Alessandro De Pierro e a tutta la Giunta del Comune di Sant’Angelo a Cupolo. La loro lungimiranza e la volontà di valorizzare il patrimonio dell’Ente per scopi sociali hanno permesso che questi spazi non restassero vuoti, ma venissero restituiti alla cittadinanza in una veste nuova e utile.
È la dimostrazione che quando le istituzioni ascoltano il territorio, nascono progetti capaci di fare la differenza. Ma cosa accadrà tra queste mura? Non si tratta “solo” di assistenza. La Cooperativa AniMa porta con sé un bagaglio fatto di assistenza socio sanitaria, servizi alla comunità, programmi per chi ha bisogno; senza dimenticare l’importante lavoro dell’Associazione De Nicola nel trasporto con mezzi attrezzati e nella formazione salvavita, come i corsi BLS-D e di primo soccorso.
Per capire meglio l’emozione di questo momento, abbiamo lasciato che fosse il presidente Antonio De Nicola, anima (è proprio il caso di dirlo) di questo progetto, a raccontarsi…
Antonio, oggi è un giorno speciale. Cosa provi guardando quelle chiavi tra le tue mani? «Provo un’emozione difficile da spiegare a parole. Vedere la firma su quel contratto non è un atto burocratico, è il coronamento di un sogno. Vedere l’ex scuola di Motta e i locali di Montorsi pronti a riprendere vita mi riempie d’orgoglio. È il segno che il percorso fatto finora, con tanti sacrifici e tanta passione, era quello giusto».
Si parla spesso di “territorio”. Per te cosa significa? «Significa non lasciare solo nessuno. Le nostre organizzazioni sono radicate a Benevento e provincia. Conosciamo le strade, i volti e le necessità della nostra gente. Portare i nostri servizi — dal trasporto assistito alla riabilitazione — proprio qui, nelle frazioni, è la realizzazione di quella “presenza” che abbiamo promesso nel nostro motto».
Qual è la tua visione per il futuro di questi spazi? «Il mio sogno è che diventino centri di inclusione e partecipazione. Oltre ai servizi presenti, guardiamo già al futuro: vogliamo potenziare la formazione e collaborare a progetti ambiziosi; vogliamo che la nostra esperienza diretta sul campo sia un valore aggiunto per tutta la comunità di Sant’Angelo».
Un messaggio per i cittadini? «Semplicemente: noi ci siamo. Questo traguardo non è mio, ma di tutti. Siamo qui per servire, per ascoltare e per prenderci cura di chi ha bisogno, con quella professionalità e quell’umanità che ci hanno sempre guidato. Il sogno sta diventando realtà, e il bello deve ancora venire».



















