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È stato condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione Manuel Campanile, 27 anni, di Montesarchio, finito a processo con rito abbreviato per una rapina aggravata compiuta ai danni di una kebabberia del centro caudino. La sentenza è stata pronunciata dal gup Maria Di Carlo, che ha accolto integralmente la richiesta avanzata dal pubblico ministero Marilia Capitano. Il 27enne è stato assistito dall’avvocato Mario Cecere.

L’episodio risale alla notte del 12 giugno 2025. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane si sarebbe presentato all’interno del locale di via Amendola intorno alle 2.30, armato di un machete. Avrebbe intimato al titolare, un 30enne di origine pakistana, di consegnargli il denaro custodito in cassa. Di fronte alla resistenza dell’uomo, sarebbero volate minacce particolarmente gravi. Poco dopo, l’imputato si sarebbe impossessato di circa 90 euro per poi allontanarsi rapidamente. Determinanti per l’identificazione sono stati i filmati dell’impianto di videosorveglianza, che hanno consentito ai carabinieri di ricostruire movimenti e abbigliamento dell’autore del colpo. Nelle immagini si vede un giovane con bermuda verde militare, maglietta nera con scritte chiare, cappellino e scarpe sportive scure. Il 27enne è stato rintracciato poche ore dopo lungo via Vitulanese. Al momento del controllo avrebbe opposto resistenza, rifiutando di collaborare e assumendo un atteggiamento aggressivo nei confronti dei militari. Durante la successiva perquisizione domiciliare sarebbero stati recuperati sia il machete sia gli indumenti compatibili con quelli ripresi dalle telecamere.

Nel corso dell’interrogatorio, assistito dal proprio difensore, Campanile aveva ammesso l’episodio, sostenendo però di essere entrato nel locale per recuperare una somma che riteneva di dover ricevere. Aveva inoltre manifestato dispiacere per l’accaduto. Le accuse contestate comprendevano, oltre alla rapina aggravata, anche il porto illegale dell’arma e i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale per quanto avvenuto al momento dell’arresto. Con il rito abbreviato, che prevede lo sconto di pena in caso di condanna, il giudice ha definito il procedimento di primo grado con una condanna a quattro anni e quattro mesi.