Un pomeriggio intenso, tanti interventi accorati ma senza perdere l’equilibrio che si deve in circostanze come questa. Parlare del referendum sulla giustizia significa trovarsi di fronte ai due poli opposti, uno che punta al ‘sì’ e l’altro che vira decisamente verso il ‘no’.
Nessuna forma di prevaricazione o toni più alti per far valere l’una o l’altra ragione e questa è stata la vittoria più grande per l’avvocato Davide D’Andrea dello studio Legale Quattordici che ha messo in piedi questo convegno presso l’Auditorium della chiesa di San Gennaro, ieri pomeriggio.
Un focus conoscitivo che ha centrato l’obiettivo e ha interessato il numeroso pubblico presente, fatto non solo di esperti della materia ma anche di cittadini normali che hanno avuto curiosità e volevano avere contezza del quesito che si troveranno di fronte a fine marzo.
L’idea di partenza era proprio questa: far capire che in tanti non avevano consapevolezza dell’argomento e questo avrebbe potuto portare ad avere un numero di astensioni altissimo.
Interventi in serie, tutti interessanti ma, soprattutto, non fumosi. La questione è stata centrata pienamente e con toni che sono rimasti sempre pacati e rispettosi.
Prima serie di saluti istituzionali con Clemente Mastella, sindaco di Benevento, il dottore Michele Russo, Presidente del Tribunale di Benevento, il dottore Scarfò, Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Benevento, l’avvocato Nicola Covino, vicepresidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Benevento e infine la professoressa Antonella Tartaglia Polcini, ordinario di Diritto Civile presso Unisannio e assessore alla Cultura.
Dopo i saluti, spazio agli interventi relazioni che hanno mirato a spiegare i perchè del no e quelli del sì e hanno preso la parola la dottoressa Maria Colucci, presidente sottosezione ANM Beneventi e l’avvocato Lidia Caso, Componente dell’Organismo congressuale forense.
Posizioni in antitesi con idee, però, espresse con pacatezza e senza attacchi. Non è stata la battaglia di una posizione rispetto all’altra, è stato il confronto di idee nel rispetto di chi la pensava in maniera differente ma in fondo non c’era dubbio. La sensibilità delle protagoniste, oltre che l’intelligenza e la competenza hanno subito fatto intendere che quello non sarebbe stato terreno di battaglia, ma campo di idee.
La conclusione è stata affidata all’ospite d’onore, il professore Michele Ainis, Emerito di Istituzioni di diritto pubblico e giurista costituzionalista. Ironia e decisione, spiegazioni e citazioni. Insomma c’era tutto per poter uscire dall’auditorium con le idee più chiare in merito a un tema che è di stretta attualità e che sta riempiendo giornali e tv in questo periodo.
L’evento ha centrato il suo obiettivo: chiarire le idee e soprattutto far capire che votare sì o no è una decisione strettamente personale, ma il principio di partenza è andare a esercitare questo diritto.




















