Il Comitato Sannita Acqua Bene Comune denuncia l’incompatibilità del Sindaco Pompilio Forgione alla guida di Sannio Acque S.r.l. – Segnalazione inviata a Prefettura e Ministero dell’Interno.
Il Comitato Sannita Acqua Bene Comune interviene con fermezza per denunciare una palese e inaccettabile situazione di incompatibilità istituzionale che riguarda la gestione del servizio idrico integrato nel nostro territorio. Chiediamo l’immediata decadenza o le dimissioni del sindaco Pompilio Forgione dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione della società Sannio Acque S.r.l.
Questa nomina si pone in aperto contrasto con il quadro normativo vigente e la consolidata giurisprudenza. L‘articolo 63, commi 1 e 2, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali) sancisce chiaramente il divieto di ricoprire cariche di amministratore o presidente in società che gestiscono servizi per conto del Comune e che esprimono un conflitto di interessi strutturale con il ruolo di amministratore pubblico.
La gravità del caso specifico risiede nell’insanabile conflitto di interessi politico e sociale: Pompilio Forgione, in qualità di sindaco, ha il dovere istituzionale e morale di tutelare i diritti dei propri cittadini nella gestione di una risorsa vitale come l’acqua. Non è giuridicamente e logicamente ammissibile che la stessa persona presieda contemporaneamente il consiglio di amministrazione di una società a responsabilità limitata che, pur configurandosi come mista, risponde a logiche di mercato e fa gli interessi del partner privato. Un sindaco non può stare contemporaneamente dalla parte dei cittadini e alla guida di un soggetto societario che punta al profitto sulla gestione idrica. Forgione deve scegliere: o tutela i cittadini o il profitto delle multinazionali.
Questa forzatura politica e gestionale è ancora più ingiustificabile alla luce dell’ultima deliberazione della Corte dei Conti della Campania. I magistrati contabili hanno bocciato per l’ennesima volta il modello finanziario e costitutivo di Sannio Acque S.r.l., sollevando pesanti pareri negativi in merito alla sostenibilità dell’operazione ed alla costituzione della s.r.l.. Questo ennesimo stop certifica il totale fallimento della politica mastelliana che ostinatamente persegue la privatizzazione dell’acqua contro la volontà popolare espressa dal referendum del 2011 e dalla Laudato si’ di Papa Francesco.
Di fronte a questa palese violazione normativa, il Comitato Sannita Acqua Bene Comune comunica di aver già formalmente segnalato l’illegittimità della nomina al Ministero dell’Interno per il tramite della Prefettura di Benevento. Chiediamo alle autorità competenti un intervento immediato, affinché si provveda a sciogliere questo nodo di incompatibilità e a ripristinare pienamente la legalità e la trasparenza delle istituzioni.
Invitiamo tutti i sindaci del Sannio, i consiglieri comunali e le forze civiche a prendere le distanze da questa governance illegittima e a non aderire a Sannio Acque srl. L’acqua è un bene comune e la sua gestione deve rimanere interamente pubblica, partecipata e priva di conflitti di interesse.


















