Sannio Acque S.r.l., la toppa è peggio del buco. Il Comitato Sannita ABC replica a Forgione: “Nessuna interpretazione creativa, l’incompatibilità è un dato di legge. La gratuità non cancella il conflitto d’interessi”.
Le giustificazioni addotte dal sindaco di Solopaca Forgione per difendere la legittimità del proprio doppio ruolo (Sindaco e Presidente del CdA del gestore idrico) sono supportate da argomentazioni fragili e fuorvianti e non hanno alcun collegamento con la legge.
- La gratuità non sana l’incompatibilità.Il Comitato ricorda che l’articolo 63 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) non fa alcuna distinzione tra incarichi onerosi e incarichi gratuiti. L’incompatibilità nasce dalla sovrapposizione tra controllore (il Sindaco, che deve tutelare i cittadini) e controllato (il Presidente della società che gestisce il servizio idrico e riscuote le tariffe). Sbandierare la gratuità della carica è uno specchietto per le allodole che non cancella il conflitto d’interessi.
- Poteri operativi o di facciata?Definire il proprio ruolo come “meramente istituzionale e privo di poteri gestionali” è una clamorosa ammissione di debolezza dello Statuto. Se il Presidente del CdA di una neonata società mista non ha poteri, chi sta gestendo la delicatissima fase di avvio del servizio? Significa forse che le chiavi del Sannio Acque sono già interamente nelle mani del socio privato ACEA?
- L’illusione del controllo pubblico.Il richiamo all’articolo 22 dello Statuto e alla quota del 55% in mano pubblica è puramente teorico. La realtà dei fatti racconta un’altra storia: all’atto costitutivo hanno aderito solo 3 comuni su 78, per una popolazione complessiva di circa 6.000 abitanti, di gran lunga inferiore ai 161.180 previsti dal piano finanziario. La “sinergia dei 2/3” evocata da Forgione rischia di trasformarsi in un paralizzante strumento di veto o in un paravento per decisioni già prese, lasciando al partner privato una prateria operativa.
- La scure della Corte dei Conti.Pompilio Forgione evita accuratamente di rispondere sul vero tema di questa vicenda: il pesante parere negativo della Corte dei Conti della Campania. I magistrati contabili hanno sollevato dubbi enormi sulla sostenibilità economico-finanziaria dell’operazione e sul modello di costituzione societaria. Questa non è un’opinione del Comitato, è un fatto giuridico che mette a rischio le tasche dei cittadini sanniti ed espone a responsabilità contabili i sindaci, ammesso che ce ne siano ancora di disponibili ad aderire.
La legge non si interpreta a uso e consumo delle nomine politiche. La governance dell’acqua richiede trasparenza assoluta e rispetto delle regole, requisiti che in Sannio Acque S.r.l. scarseggiano drammaticamente. Per queste ragioni, non faremo un solo passo indietro: la nostra segnalazione formale alla Prefettura di Benevento è già stata inoltrata. Chiediamo che venga ripristinata immediatamente la legalità e che l’ing. Forgione rassegni le proprie dimissioni o dalla carica di sindaco o da quella di presidente, liberando la gestione dell’acqua da ombre e conflitti.


















