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Chissà cosa è passato per la mente di Pierluigi Simonetti quando, all’84° minuto di Benevento-Cesena, Floro Flores lo ha chiamato per entrare in campo. Forse un semplice “tocca a te”, parole dolci che il tuttocampista romano aspettava di sentire da 246 giorni. Lo scorso 6 febbraio, infatti, era bastato un attimo perché il destino entrasse a gamba tesa: un movimento innaturale, il ginocchio che fa crack e il resto della stagione finito anzitempo.

“Stava facendo benissimo lo scorso torneo, poi si è dovuto fermare”, ha spiegato ieri Floro Flores ai microfoni. Parole pronunciate con un misto di gioia per il ritorno in campo e di rammarico per ciò che la sfortuna ha sottratto a Simonetti. La diagnosi fu una vera e propria mazzata: lesione del legamento crociato, stagione 2025-26 finita e davanti un lungo percorso di recupero, iniziato con l’operazione eseguita dal luminare Cugat a Barcellona e conclusosi ieri con il ritorno in campo coinciso con il suo esordio in Serie B. 

Tuttavia, il jolly ha seriamente rischiato di trascorrere questo fine settimana al “Troisi” di Giffoni, dove Floro Flores aveva pensato di mandarlo per fargli accumulare minuti. “Sono sincero nel dire che stavo mandando Simonetti a giocare con la Primavera”, ha detto il tecnico dopo la gara con il Cesena. “Poi, però, ho valutato che il campo era in sintetico e ho preferito portarlo con noi in panchina”.

La scelta si è rivelata decisiva: quando la gara era ancora in bilico, il tecnico lo ha gettato nella mischia nella fase cruciale di una partita dall’intensità pazzesca. Insomma, un ritorno in campo tutt’altro che soft, con Simonetti che ha risposto presente, entrando subito nel vivo del gioco e senza mostrare alcun timore. Per ritrovare la migliore condizione servirà tempo, ma i primi segnali sono stati decisamente incoraggianti. Il tuttocampista è tornato: adesso Simonetti è pronto a riprendersi il tempo perduto.

Simonetti operato al ginocchio