Un nuovo capitolo e’ alle porte e riporta alla mente quella brutta storia che ha coinvolto il piccolo centro Paupisi, sconvolto da una strage familiare che ha segnato tutti per sempre.
Il 20 maggio, come riporta il Quotidiano del Molise, si apre ufficialmente il processo a carico di Salvatore Ocone, accusato dell’omicidio della moglie Elisa Polcino e del figlio Cosimo, oltre che del tentato omicidio della figlia Antonia.
Il processo si svolge di fronte alla Corte di Assise di Benevento, l’uomo, difeso dall’avvocato Gianni Santoro, del foro di Campobasso, deve rispondere anche di sequestro di persona.
Appare chiara la linea difensiva. L’avvocato Santoro si sta muovendo su due binari paralleli. Da un lato ha depositato la lista dei testimoni e ha allegato una corposa documentazione sanitaria, la sua patologia è psicosi cronica delirante a contenuto mistico. Dall’altro c’e’ un atto separato nel quale viene chiesto alla Corte di nominare un perito psichiatrico forense. L’obiettivo e’ accertare la capacita’ di intendere e volere di Ocone al momento dei fatti e capire se puo’ sostenere con cognizione di causa il processo.
La capacita’ psichiatrica, a questo punto, diventa lo snodo cruciale di tutto il dibattimento per provare a cambiare le sorti di un processo che vede Salvatore Ocone nella condizione di doversi difendere dalla piu’ brutta delle accuse: aver tolto la vita agli affetti piu’ cari e averlo fatto nel modo piu’ violento possibile.




















