L’occhio è sempre caduto sulla Telesina che, oggettivamente, è strada bagnata di sangue da tempo immemore e tutti a caccia della soluzione per risolvere la questione.
Un raddoppio che, al momento è solo progetto da carta, autovelox, limiti di velocità, barriere. Insomma, chi più ne ha, più ne metta.
Poi scopri che la 90bis non è diversa dalla cugina sull’altro versante. Curve e controcurve, in discesa, strade che sbucano sull’arteria principale, il più delle volte si incrociano auto a velocità folle.
E’ tutta una discesa una volta usciti da Paduli, fino al rettilineo della zona di Ponte Valentino.
Una lingua d’asfalto, dritto per dritto, che pone fine a due discese, una da un lato e una dall’altro, il più delle volte affrontata in piena corsa, dimenticando che anche in quel punto ci sono ingressi e uscite, oltre a una pompa di benzina.
Ecco, quello è stato il teatro di una tragedia che si è consumata ieri notte, un frontale tra due auto e due morti, un ferito grave.
Ancora la strada, la maledetta strada sannita. Una terra da sempre definita carente in termini di infrastrutture, trasporti e mobilità.
Poche strade che collegano verso gli altri grandi centri, brutte e tortuose.
Poche, è vero. Nonostante questo, ci si muore ancora percorrendole.


















