Tempo di lettura: 7 minuti

Si chiude con un bilancio estremamente positivo la 51ª edizione di Vinestate, che dal 3 al 6 settembre ha trasformato ancora una volta Torrecuso nella capitale del vino e delle eccellenze del territorio.

Quattro giornate intense, partecipate e ricche di appuntamenti, nelle quali il borgo ha accolto appassionati, visitatori, produttori, operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni, confermando Vinestate come uno degli appuntamenti più importanti per la promozione del patrimonio vitivinicolo, culturale ed enogastronomico del Sannio. Il vino è stato, come sempre, il grande protagonista della manifestazione, ma attorno ad esso si è sviluppato un racconto più ampio e articolato: quello di un territorio che ha scelto di presentarsi attraverso le proprie produzioni, la propria storia, la cultura, l’arte, la gastronomia, la musica e la capacità di guardare al futuro.

Il Museo Enologico apre la manifestazione

Ad aprire la 51ª edizione di Vinestate è stata l’inaugurazione del Museo Enologico di arte contemporanea, ospitato negli spazi di Palazzo Caracciolo Cito, accompagnata dalla visita alla mostra “Cosmogonie – Mito e Materia”. Un avvio dal forte valore simbolico, che ha immediatamente messo in evidenza una delle caratteristiche distintive di questa edizione: il dialogo tra il mondo del vino e le diverse espressioni della cultura.

“Letture in sorsi”, il vino incontra la letteratura

All’interno di Vinestate si è svolta la rassegna letteraria “Letture in sorsi”, a cura dei Borghi della Lettura, un’iniziativa nata nel 2024 da un’idea dei co-referenti territoriali Antonio Sauchella e Loredana Orsillo. Per il 2026, nella suggestiva Piazza Sant’Erasmo, sono stati proposti alcuni appuntamenti dedicati a libri e temi differenti.

“Nel segno del Noir”, il giornalista Salvo Falcone ha dialogato con Annamaria Venere, autrice del romanzo Sete nera, ambientato nella Bari di fine anni Ottanta, tra tensioni sociali, potere economico e criminalità organizzata.

“Nel segno dell’evoluzione”, invece, Loredana Orsillo, referente dei Borghi della Lettura di Torrecuso, ha dialogato con Antonino Russo, autore di Cortocircuito evolutivo. Tra Fake News e Distorsioni cognitive, una riflessione sui meccanismi cognitivi che rendono l’uomo vulnerabile alla disinformazione.

Il borgo si trasforma in un grande percorso del gusto

Nel corso di Vinestate le strade del borgo sono diventate un grande luogo di incontro e di scoperta. Le cantine hanno raccontato il Sannio attraverso i loro vini, accompagnando i visitatori in un percorso fatto di degustazioni, profumi, sapori e storie.

Accanto alle produzioni vitivinicole, spazio alla gastronomia del territorio, alle cene con vini in abbinamento e alle eccellenze agroalimentari e artigianali del Taburno.

Grande attenzione è stata dedicata anche al confronto e all’approfondimento. Il vino non è stato soltanto degustazione e convivialità, ma occasione per riflettere sul suo valore economico, culturale e identitario, sulle sfide della tutela e della promozione e sulle prospettive future di un comparto strategico per l’intero territorio.

Il Sannio guarda all’America’s Cup Napoli 2027

Tra i momenti centrali dell’edizione 2026, il confronto sul tema del valore del vino e il convegno “Il Sannio in rotta verso l’America’s Cup Napoli 2027”, che ha portato a Torrecuso rappresentanti delle istituzioni e del mondo vitivinicolo, universitario e imprenditoriale.

Un appuntamento che ha rafforzato la visione di un Sannio capace di cogliere le grandi opportunità offerte dagli eventi internazionali per promuovere le proprie eccellenze e costruire nuove connessioni tra territori, turismo, cultura ed economia.

Il gemellaggio con la Pro Loco Pieve Castionese

Tra i momenti più significativi di Vinestate 2026 anche il gemellaggio tra la Pro Loco di Torrecuso e la Pro Loco Pieve Castionese, in provincia di Belluno, un incontro dal forte valore simbolico che ha unito due comunità e due territori nel segno della condivisione, dello scambio e della valorizzazione delle rispettive identità.

Un’occasione per rafforzare il dialogo tra realtà diverse, ma accomunate dalla stessa volontà di promuovere tradizioni, cultura, enogastronomia e accoglienza, ponendo le basi per future collaborazioni e nuovi percorsi comuni.

Una manifestazione con lo sguardo rivolto al futuro

Proprio il richiamo all’America’s Cup Napoli 2027 ha rappresentato uno dei fili conduttori di Vinestate 2026, con lo sguardo rivolto a una sfida che va oltre i confini della singola manifestazione e che chiama il territorio a prepararsi, a fare rete e a presentarsi con una proposta sempre più riconoscibile e competitiva.

Musica e intrattenimento per tutte le generazioni

Non sono mancati i momenti dedicati alla musica, che hanno animato le serate e contribuito a creare un’atmosfera di festa. Vinestate ha così confermato la propria capacità di parlare a pubblici diversi, unendo gli appassionati del vino alle famiglie, ai giovani e ai visitatori attratti dalla possibilità di vivere il borgo attraverso un’esperienza completa.

Un’edizione che ha visto protagoniste le 19 cantine partecipanti, insieme alle associazioni, agli operatori, agli artisti, agli chef, ai produttori e a quanti hanno contribuito a costruire un programma capace di intrecciare tradizione e innovazione.

Il sindaco Iannella: “Grande soddisfazione e fiducia per il futuro”

“Si chiude un’edizione di Vinestate che ci lascia grande soddisfazione e, soprattutto, tanta fiducia per il futuro – dichiara il sindaco di Torrecuso, Angelino Iannella -. In questi quattro giorni abbiamo visto il nostro paese vivere, animarsi e raccontarsi. Abbiamo visto tante persone arrivare a Torrecuso per degustare i nostri vini, conoscere le nostre aziende, le nostre tradizioni e le bellezze del nostro territorio in un’atmosfera serena.

Ed è proprio questo il significato più importante di Vinestate: creare occasioni per valorizzare la nostra identità e trasformarla in opportunità di crescita. Il vino è il filo conduttore di questa manifestazione – prosegue Iannella – ma Vinestate ci ricorda ogni anno che attorno al vino c’è un intero territorio. Ci sono le imprese, le famiglie, la storia, la cultura, il paesaggio, la gastronomia e il lavoro di tante persone.

Questa edizione ha raccontato tutto questo con grande intensità, aprendosi anche a nuove prospettive e guardando alle grandi opportunità che il futuro ci pone davanti, a partire dalla rotta verso l’America’s Cup Napoli 2027”.

Il ringraziamento a chi ha reso possibile Vinestate

Il primo cittadino ha poi voluto rivolgere un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.

“Desidero ringraziare, prima di tutto, le nostre aziende vitivinicole, che sono il cuore e le protagoniste di Vinestate. A loro va la nostra gratitudine per il lavoro quotidiano che svolgono e per la capacità di rappresentare, attraverso le loro produzioni, il nome di Torrecuso anche oltre i confini del nostro territorio.

Un ringraziamento sentito va al Comitato Vinestate, a tutte le associazioni coinvolte, agli enti e alle istituzioni, agli operatori, agli artisti, agli ospiti, ai relatori, agli espositori, agli chef, agli sponsor, agli organi di informazione che hanno ‘raccontato’ Vinestate e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante appuntamento.

Ringrazio inoltre tutte le forze dell’ordine e quanti hanno lavorato, spesso dietro le quinte, per garantire l’organizzazione, l’accoglienza e la sicurezza della manifestazione.

Un grazie speciale – conclude il sindaco Angelino Iannella – va ai cittadini di Torrecuso, che anche quest’anno hanno accolto Vinestate con entusiasmo e partecipazione, e naturalmente ai tantissimi visitatori che hanno scelto di trascorrere con noi queste giornate.

Vinestate è una festa della comunità e il risultato raggiunto è il risultato del lavoro di tutti. È questa collaborazione, questa capacità di fare squadra e di credere nel nostro territorio che ci permette di guardare avanti con fiducia e di continuare a costruire, insieme, il futuro di Torrecuso e delle sue eccellenze”.

Vinestate guarda già alla prossima sfida

Si chiude così la 51ª edizione di Vinestate, con il calore di quattro giornate intense e con la consapevolezza di aver rafforzato ancora una volta il legame tra il vino e il territorio.

L’appuntamento guarda già al futuro, con l’obiettivo di consolidare il percorso avviato e continuare a far crescere una manifestazione che, dopo cinquantuno edizioni, conserva intatta la propria identità ma sa rinnovarsi, accogliere nuove sfide e immaginare nuove rotte.

Perché a Torrecuso il vino continua a essere molto più di un prodotto: è cultura, lavoro, memoria, accoglienza e futuro.

Vinestate, bilancio