Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Marzia Pellegrino ha condannato a 14 anni di carcere il 22enne cittadino del Bangladesh, Hawlader Pranto, per l’omicidio del 17enne gambiano Alagie Sabally, avvenuto il 15 giugno del 2025 presso la Masseria Adinolfi di Sant’Angelo in Formis, frazione del Comune di Capua (Caserta). Il bengalese, cuoco presso il ristorante, colpì durante una violenta lite il minore, suo aiutante, con tre forbiciate, di cui una risultata letale. Il processo si è svolto con rito abbreviato.
Secondo quanto emerso Alagie e il cuoco si conoscevano essendo stati nella stessa struttura di accoglienza. E la domenica in cui è avvenuto il fatto, i due erano nella cucina della Masseria Adinolfi quando scoppiò una lite per la disposizione delle sfogliatelle prima della cottura in forno. La vittima avrebbe offeso ripetutamente il bengalese, ci sarebbe quindi stata una colluttazione con l’intervento dei proprietari, che avrebbero cercato di dividere i litiganti, ma Hawlader Pranto avrebbe impugnato delle forbici colpendo il 17enne, che avrebbe anche tentato di fuggire senza riuscirvi, accasciandosi vicino al lavello della cucina; il bengalese, dopo aver colpito il suo aiutante, ha poi gettato l’arma proprio nel lavello, dove è stata ritrovata.
Il 22enne (assistito dall’avvocato Paolo Di Furia) fu arrestato dopo il fatto per omicidio volontario; il gup, nell’accogliere la richiesta di pena dei sostituti Gionata Fiore e Mariangela Condello, ha emesso condanna riconoscendo l’aggravante della minore età della vittima.
Secondo quanto emerso Alagie e il cuoco si conoscevano essendo stati nella stessa struttura di accoglienza. E la domenica in cui è avvenuto il fatto, i due erano nella cucina della Masseria Adinolfi quando scoppiò una lite per la disposizione delle sfogliatelle prima della cottura in forno. La vittima avrebbe offeso ripetutamente il bengalese, ci sarebbe quindi stata una colluttazione con l’intervento dei proprietari, che avrebbero cercato di dividere i litiganti, ma Hawlader Pranto avrebbe impugnato delle forbici colpendo il 17enne, che avrebbe anche tentato di fuggire senza riuscirvi, accasciandosi vicino al lavello della cucina; il bengalese, dopo aver colpito il suo aiutante, ha poi gettato l’arma proprio nel lavello, dove è stata ritrovata.
Il 22enne (assistito dall’avvocato Paolo Di Furia) fu arrestato dopo il fatto per omicidio volontario; il gup, nell’accogliere la richiesta di pena dei sostituti Gionata Fiore e Mariangela Condello, ha emesso condanna riconoscendo l’aggravante della minore età della vittima.




















