Una bomba carta è scoppiata nella notte davanti ad un cornetteria di Casapesenna, locale inaugurato appena ieri sera. L’episodio si somma ad altri due atti simili avvenuti a inizio marzo, quando due ordigni realizzati con polvere pirica, identiche a quella piazzata la notte scorsa, esplosero in un vicolo costeggiato da numerose case, e davanti ad una pizzeria al confine tra Casapesenna e San Cipriano d’Aversa. L’ipotesi seguita dagli inquirenti è quella dell’intimidazione camorristica: Pasqua è vicina, periodo in cui i clan, come accade a Natale e Ferragosto, sono molto attivi nel chiedere il pizzo a commercianti e imprenditori.
Le indagini sono condotte dai carabinieri e sull’insieme dei fatti ha acceso un faro anche la Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Dopo l’esplosione di questa notte, che ha danneggiato la serranda, i militari della Compagnia di Casal di Principe hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti sul posto, da cui si vede un uomo con il volto coperto che si avvicina alla cornetteria e piazza l’ordigno.
Nei giorni scorsi due bombe carta sono esplose davanti ad un bar di Cesa, comune a non molta distanza da Casapesenna, feudo del clan Mazzara, vicino alla famiglia Schiavone, che negli ultimi anni ha accresciuto il suo potere sul territorio di propria competenza, come dimostrano alcune operazioni giudiziarie degli ultimi anni. Una cosca facente dunque parte della galassia Casalese.
Per gli episodi di Casapesenna si guarda alle storiche famiglie criminali, appunto agli Schiavone e ai Bidognetti, sebbene siano ormai scompaginate da arresti e pentimenti di boss e gregari, oltre alle famiglie Venosa, Iovine, Zagaria, che hanno esponenti liberi e presenti sul territorio tra San Cipriano e Casapesenna. Quattro episodi in pochi giorni che potrebbero essere tutti collegati tra loro.
Le indagini sono condotte dai carabinieri e sull’insieme dei fatti ha acceso un faro anche la Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Dopo l’esplosione di questa notte, che ha danneggiato la serranda, i militari della Compagnia di Casal di Principe hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti sul posto, da cui si vede un uomo con il volto coperto che si avvicina alla cornetteria e piazza l’ordigno.
Nei giorni scorsi due bombe carta sono esplose davanti ad un bar di Cesa, comune a non molta distanza da Casapesenna, feudo del clan Mazzara, vicino alla famiglia Schiavone, che negli ultimi anni ha accresciuto il suo potere sul territorio di propria competenza, come dimostrano alcune operazioni giudiziarie degli ultimi anni. Una cosca facente dunque parte della galassia Casalese.
Per gli episodi di Casapesenna si guarda alle storiche famiglie criminali, appunto agli Schiavone e ai Bidognetti, sebbene siano ormai scompaginate da arresti e pentimenti di boss e gregari, oltre alle famiglie Venosa, Iovine, Zagaria, che hanno esponenti liberi e presenti sul territorio tra San Cipriano e Casapesenna. Quattro episodi in pochi giorni che potrebbero essere tutti collegati tra loro.



















