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Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, а conclusione di complessa ed articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, protrattasi per oltre due anni, in Villa Literno ed in Mondragone, hanno dato esecuzione ad Ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di questo Tribunale il quale – sebbene nella fase embrionale delle indagini preliminari – ha disposto l’esecuzione delle misure cautelari coercitive dell’obbligo di: presentazione alla Polizia Giudiziaria a carico di tre soggetti tutti domiciliati nella provincia di Caserta; dimora a carico di un altro soggetto, domiciliato nella provincia di Caserta, poiché responsabili, in concorso tra loro – sebbene nella fase embrionale delle indagini preliminari – del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (“caporalato”) per aver reclutato e/o impiegato manodopera clandestina composta da lavoratori extracomunitari, privi del permesso di soggiorno.

Capolarato

In pari data sono stati notificati ad altri n. 4 soggetti avvisi di conclusione delle indagini con
riferimento al medesimo reato. I braccianti, finanche nel numero di 70/80 al giorno, venivano reclutati in strada e trasportati sui luoghi di lavoro a mezzo di fatiscenti furgoni, anche adibiti a trasporto merci, in uso a più drivers operanti per conto di una impresa agricola avente sede in Villa Literno.

Durante il lavoro, pativano estenuanti condizioni di lavoro giacché, privi di un regolare contratto di assunzione, venivano impiegati nella raccolta di ortaggi per circa 12/14 ore continuative al giorno, con paghe a cottimo per la raccolta degli ortaggi, tra 0,80 ed 1,50 euro a cassetta, oppure a tempo percependo 3 – 4 euro ad ora, oppure mediante paga giornaliera di 30 euro per i nuovi lavoratori e 50 euro per quelli impiegati da più tempo, lavorando anche sette giorni su sette, senza possibilità di assentarsi in caso di malattia e/o di comunicare col telefono.

I braccianti lavorano anche in condizioni atmosferiche avverse (sotto la pioggia e/o la canicola, in violazione della ordinanza nr. 1 dell’11 Luglio 2024 della Regione Campania c.d. “Ordinanza Calore”), in spregio alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.

Assenza di condizioni igieniche

Il lavoro nei campi agricoli era sottoposto al costante controllo dei “caporali”, con la prospettazione di perdita del lavoro nel caso in cui i braccianti non fossero scappati in occasione dei controlli delle forze dell’ordine, ovvero in caso di “scarsa” resa lavorativa o di malattia. I lavoratori operavano in assenza di (sorveglianza sanitaria), dei necessari dispositivi di protezione individuale e/o di bagni chimici, punti ristoro ecc., ovvero in condizioni indegne per l’igiene.

Le indagini hanno acclarato – sebbene nella fase embrionale delle indagini preliminari – gravi elementi indiziari atti a qualificare una forma illegale di reclutamento ed organizzazione della manodopera, gestita in spregio alle norme giuslavoristiche ed antinfortunistiche di talché i lavoratori extracomunitari risultavano versare in uno stato di bisogno caratterizzato da debolezza socio-economica, dovendo provvedere, oltre al proprio, anche al sostentamento dei relativi familiari nei paesi di origine.

Attività investigativa

L’attività investigativa è stata realizzata sia mediante i tradizionali metodi di osservazione,
controllo e pedinamento dei soggetti interessati (sopralluoghi sui campi agricoli, riprese
fotografiche e video, anche con droni), che tramite indagini tecniche.

I braccianti che hanno reso dichiarazioni utili alle indagini sono stati collocati in località protette e sono state loro fornite una prospettiva concreta di protezione e l’inserimento sociolavorativo. Durante le indagini sono stati eseguiti controlli ed ispezioni con il contributo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Caserta e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), grazie al progetto A.L.T Caporalato T.R.E., finanziato da parte del Fondo FAМІ 2021-2027, che ha come obiettivo quello di tutelare i lavoratori migranti vulnerabili.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, che gli odierni indagati sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva e che la misura cautelare è stata adottata con un contraddittorio limitato alla fase delle indagini preliminari e comunque il Giudice terzo della fase processuale, potrà anche valutare l’assenza di ogni forma di responsabilità in capo agli indagati.