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Un presunto boss legato al clan dei Casalesi avrebbe accettato 20mila euro per assassinare una donna, ex compagna del mandante. Il piano, già in fase avanzata di preparazione, è stato però bloccato dai Carabinieri del Comando provinciale di Caserta e dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che hanno notificato cinque misure cautelari in carcere.

Al centro dell’inchiesta c’è Andrea Autiero, ritenuto elemento di vertice del gruppo malavitoso degli “Scusuti” di Gricignano di Aversa, fazione collegata al clan dei Casalesi. Secondo gli investigatori, avrebbe accettato di eseguire il delitto in cambio di 20mila euro, dei quali 5mila sarebbero già stati versati.

Il piano per sequestrare e uccidere la donna

Tra gli arrestati figura anche Vincenzo Russo, 44 anni, indicato dagli inquirenti come il mandante dell’omicidio. Si tratterebbe dell’ex compagno della vittima, già denunciato in passato per stalking e revenge porn.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo aveva ormai predisposto ogni dettaglio: auto con targhe clonate, telefoni dedicati e un piano che prevedeva il sequestro della donna, il trasferimento in un luogo isolato, l’uccisione a coltellate e la successiva sparizione del corpo.

Il mandante avrebbe inoltre fornito fotografie, informazioni personali sulla vittima e persino le chiavi della sua abitazione e della sua auto per agevolare l’esecuzione del delitto.

Le accuse sulle sparatorie a Gricignano

L’inchiesta riguarda anche altri episodi. Agli indagati viene contestata la detenzione di due pistole, una calibro 7,65 e una 9×21, che sarebbero state utilizzate il 30 aprile scorso per esplodere colpi contro l’abitazione di un imprenditore e contro un distributore di carburanti riconducibile alla famiglia del sindaco di Gricignano, Vittorio Lettieri.

Secondo la Dda, gli autori delle azioni avrebbero agito in moto, con il casco integrale, rendendo difficile il loro riconoscimento.

Il bene confiscato e la testimonianza della giornalista Marilena Natale

Gli investigatori collegano gli episodi anche alla vicenda di un bene confiscato alla camorra, un immobile appartenuto proprio ad Autiero che il Comune di Gricignano stava riqualificando per inaugurarlo nei mesi scorsi.

Nel corso delle indagini sono state inoltre raccolte informazioni dalla giornalista sotto scorta Marilena Natale, ritenute utili per ricostruire il contesto investigativo.

Il Gip di Napoli Nord, pur non convalidando i fermi per una questione di competenza territoriale, ha disposto comunque la custodia cautelare in carcere per i cinque indagati e trasmesso gli atti all’autorità giudiziaria di Napoli.