Marianna Grande, dirigente della Cisal Caserta, ha sottolineato: “Terra di lavoro ha bisogno di un salto di qualità: l’accoglienza è indispensabile, ma non può essere l’unica risposta. Alle donne dobbiamo garantire reali possibilità di autonomia, attraverso percorsi di integrazione sociale e sbocchi professionali che consentano di costruire un nuovo equilibrio di vita. Senza opportunità lavorative e sostegno continuo, ogni tentativo di emancipazione rischia di restare incompiuto”.
A seguire, Gilda Tramontano, dirigente Anief, ha evidenziato: “È necessario sviluppare programmi che mettano in rete formazione, servizi sociali, centri antiviolenza e mondo del lavoro. L’autonomia economica è il vero argine alla violenza e alla dipendenza. La collaborazione tra sindacati, istituzioni e realtà del territorio è fondamentale per offrire competenze, opportunità e un supporto concreto, rafforzando in modo stabile l’intero sistema di protezione”.
Dall’approfondimento é emersa una direzione chiara: superare l’approccio emergenziale e costruire, proprio a Caserta, un modello avanzato che unisca tutela, integrazione e nuove prospettive professionali, offrendo alle donne gli strumenti necessari per riconquistare libertà e indipendenza.




















