In relazione alla dichiarazione diffusa dalla compagine “Ingegneri Insieme”, si ritiene necessario ristabilire con chiarezza quanto realmente accaduto nel corso del primo Consiglio di insediamento dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta. La ricostruzione proposta appare parziale e non pienamente corrispondente allo svolgimento effettivo della seduta. Il Consiglio si è svolto in un clima di confronto ampio e articolato. La maggioranza degli otto consiglieri ha discusso approfonditamente dell’elezione del Presidente e delle altre cariche istituzionali, garantendo pieno spazio al prof. ing. Gianfranco De Matteis per rappresentare le proprie posizioni. Non vi è stata alcuna chiusura al dialogo. Al contrario, è stata manifestata concreta disponibilità alla condivisione, proponendo un percorso comune che prevedesse il coinvolgimento della compagine “Ingegneri Insieme” nelle cariche istituzionali dell’Ordine, anche attraverso l’attribuzione di ruoli di rilievo quali la Vicepresidenza e la Tesoreria, così come indicato e come si rileva dal verbale redatto nel corso del Consiglio. Nel corso della discussione è stata inoltre affrontata la necessità di garantire un’adeguata rappresentanza femminile in seno alla Vicepresidenza, anche alla luce dell’elezione di ben sette donne all’interno del Consiglio dell’Ordine. In tale prospettiva, è stata avanzata la proposta della consigliera ing. Carmen Gionti, tra i primi eletti, quale scelta finalizzata ad assicurare giusta rappresentatività alla componente femminile del Consiglio.
Le proposte avanzate sono state respinte dai sette consiglieri della compagine “Ingegneri Insieme”. Da parte loro, l’unico obiettivo realmente perseguito è apparso quello di ottenere la Presidenza per il prof. De Matteis. Non sono state avanzate ulteriori alternative, né formulate richieste diverse, né prospettate soluzioni istituzionali realmente condivisibili. A ciò si aggiunge un’ulteriore apertura anche in seno alla Fondazione, a conferma della volontà di garantire rappresentanza, equilibrio e collaborazione tra le diverse componenti. Anche tale disponibilità non ha prodotto alcuna apertura concreta. Il prof. De Matteis ha continuato a sostenere la propria candidatura alla Presidenza, candidatura che poteva contare esclusivamente sui sette consiglieri della propria compagine. In questo modo si è di fatto preteso che la minoranza imponesse il proprio candidato alla maggioranza, in evidente contrasto con il principio democratico che regola ogni organo elettivo. Anche la successiva indicazione dell’ing. Vittorio Felicità non è apparsa come una reale proposta condivisa, ma piuttosto come un tentativo di incidere sugli equilibri maturati all’interno della maggioranza. Lo stesso ing. Felicità ha manifestato la propria indisponibilità ad assumere la Presidenza.
L’indicazione dell’ing. Luigi Vitelli in qualità di Presidente è quindi maturata nell’ambito di una scelta condivisa dalla maggioranza, coerente con gli equilibri consiliari e rispettosa del dato democratico emerso dal Consiglio. Non si può trasformare il mancato ottenimento della Presidenza in una narrazione di esclusione. Nessuno è stato escluso. Al contrario, sono state formulate proposte concrete di coinvolgimento sia nell’Ordine sia nella Fondazione. Particolarmente significativa appare, inoltre, la circostanza relativa alla presentazione, al termine della discussione, di un documento già scritto, già predisposto e già condiviso dalla compagine “Ingegneri Insieme”, del quale è stata data lettura e del quale è stato chiesto l’inserimento a verbale. Tale condotta appare quantomeno singolare, poiché lascia emergere l’impressione che la volontà di formalizzare una posizione di contrapposizione fosse già maturata prima ancora che il confronto consiliare potesse compiutamente svilupparsi. Se davvero vi fosse stata una sincera disponibilità alla condivisione, non si comprende per quale ragione fosse stato predisposto in anticipo un documento da leggere e allegare al verbale, indipendentemente dall’esito della discussione.
Ne deriva il fondato dubbio che il richiamo alla condivisione e al confronto, più volte evocato all’apertura della seduta, sia stato utilizzato in modo meramente pretestuoso, mentre la scelta di cristallizzare una posizione di dissenso appariva già sostanzialmente assunta. La presentazione di un documento già preparato, proprio al termine di una discussione nella quale la maggioranza aveva avanzato concrete proposte di coinvolgimento, si pone dunque in evidente contrasto con quello spirito di confronto istituzionale che la stessa minoranza aveva dichiarato di voler rivendicare. Ancora più grave appare la scelta di abbandonare la seduta. Lasciare il Consiglio nel momento della discussione e delle decisioni significa, nei fatti, venir meno al ruolo conferito dagli iscritti. Chi viene eletto ha il dovere di partecipare, confrontarsi, votare e rappresentare la categoria nelle sedi istituzionali, anche quando l’esito del confronto non coincide con le proprie aspettative. L’abbandono della discussione non può essere presentato come gesto di responsabilità istituzionale. Al contrario, rappresenta un segnale di disattenzione verso gli iscritti e verso il mandato ricevuto, perché sottrae alla sede consiliare il confronto che proprio lì avrebbe dovuto essere esercitato.
La verità è semplice: il Consiglio ha discusso, ha proposto, ha aperto alla condivisione e infine ha deciso secondo le regole democratiche. Non si può far passare chi non ha ottenuto il consenso necessario come vittima di una chiusura inesistente, né rappresentare i vinti come vincitori morali della vicenda. L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta ha bisogno di responsabilità, rispetto istituzionale e verità, non di ricostruzioni parziali finalizzate a ribaltare l’esito democratico dei fatti. L’attuale Presidente e tutti i Consiglieri eletti in seno alla maggioranza degli otto ribadiscono la piena volontà di lavorare insieme, con serietà, equilibrio e senso di responsabilità, nell’esclusivo interesse degli iscritti e della categoria. Da oggi, il confronto deve concentrarsi esclusivamente su attività, proposte e iniziative concrete, capaci di rafforzare il ruolo dell’Ordine e di offrire risposte utili ai professionisti iscritti.
Ogni ulteriore contrapposizione o polemica rischierebbe soltanto di indebolire l’azione istituzionale e di distogliere energie dal vero obiettivo comune: il buon funzionamento dell’Ordine e la tutela degli interessi degli iscritti. Per queste ragioni, si auspica che tutti i Consiglieri vogliano collaborare con spirito costruttivo, rispetto reciproco e piena consapevolezza del mandato ricevuto.
I consiglieri di maggioranza lista ‘Nuovi Orizzonti’
















