Ci hanno provato ancora. Questa volta le fiamme hanno solo lambito l’entrata del Parco Archeologico di Longola, preso di mira da mesi. Gli incendi di giugno scorso avevano fortemente scosso la comunità di Poggiomarino che non aveva esitato a manifestare per difendere quel pezzo di storia e di futuro che la camorra, pare, stia utilizzando per confermare la propria presenza sul territorio.
Due giorni fa è arrivato il nuovo incendio, il terzo, e così come accadde in estate il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, è tornato sul luogo del delitto, subito circondato dai sindaci del territorio, accolto dalle associazioni, dalle scuole, dalle comunità.
Sul prato, dietro il nastro bianco e rosso, restano le cataste di legno annerito, i bancali accatastati e i cumuli di terra mossa dal fuoco. Un danno contenuto, ma dal valore simbolico enorme, perché colpisce l’ingresso di uno dei villaggi protostorici più importanti d’Europa.
Dei responsabili ancora non ci sono nomi, le indagini proseguono senza sosta. Il Prefetto tranquillizza chi difende Longola, dai bambini agli adulti. E poi parla chiaro.
“Un nuovo attentato alla cultura che trova però un muro umano oltre che istituzionale”, ha detto Di Bari, continuando. “C’è un muro invalicabile di forze di polizia e io sono fiducioso sia nell’Arma dei Carabinieri che sta procedendo per gli incendi passati, sia nella magistratura, perché come accade spesso da queste parti l’attività delle forze di polizia giunge anche repentinamente alla individuazione degli autori”.
E poi l’elogio alla città: “La comunità di Poggiomarino ha dimostrato di essere anch’essa un muro invalicabile, questa grande propensione alla tutela di un bene prezioso qual è la Longola è un monito perché la legalità possa prevalere sempre”.
Sguardo anche al futuro, alle elezioni del prossimo anno dopo il commissariamento: “Non è questione di buona o cattiva politica. Servono persone che abbiano a cuore Poggiomarino, che amino Poggiomarino e diano prospettiva e visione. Quando prevale la concordia, prevale il bene comune. Il nostro compito è preparare la comunità al voto in modo ordinato”.


















