“Ho ricevuto attestati di stima da cancellieri, appartenenti alla polizia giudiziaria e dagli avvocati, ma non dai miei colleghi. Anzi, negli ultimi giorni ho ricevuto anche da magistrati messaggi offensivi per la mia posizione”. Lo sostiene Annalisa Imparato, sostituto procuratore della sezione reati comuni della Procura di Santa Maria Capua Vetere, schierata per il sì al referendum e che evidenzia la sua situazione di isolamento.
“Mi sono arrivati messaggi offensivi in questi giorni anche da magistrati, addirittura una di loro ha scritto che i sostenitori per il sì andrebbero sparati. Parole fuori luogo, che dimostrano la politicizzazione della magistratura che io ho sempre combattuto e continuerò a combattere, perché rappresenta una male che danneggia gli stessi magistrati, l’intero sistema giustizia e i cittadini”: lo denuncia Annalisa Imparato, la sostituta procuratrice della sezione reati comuni della Procura di Santa Maria Capua Vetere, sostenitrice del sì al referendum sulla giustizia.
“Esprimo tristezza e rammarico per i cori rivolti contro la dottoressa Annalisa Imparato. Si tratta di una brutta pagina che non rende onore alla professionalità della magistratura e che dimostra come, da parte di una minoranza, si sia perso il senso del rispetto nei confronti di una collega che, liberamente e legittimamente, ha espresso il proprio pensiero”. Così Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.
“In una democrazia – sottolinea il parlamentare – il confronto è sempre legittimo, anche quando è acceso, ma non può mai degenerare in attacchi personali o in manifestazioni che ricordano cori da stadio, tanto più se rivolti a un magistrato che ha semplicemente esercitato il proprio diritto di opinione. Comprendo che il clima del referendum sia stato particolarmente acceso, ma proprio per questo sarebbe stato necessario mantenere equilibrio e senso delle istituzioni. Quanto accaduto rappresenta invece una scelta impropria e inelegante, che non contribuisce ad elevare il livello del dibattito pubblico. Alla dottoressa Imparato va la mia solidarietà umana e istituzionale”.
“In una democrazia – sottolinea il parlamentare – il confronto è sempre legittimo, anche quando è acceso, ma non può mai degenerare in attacchi personali o in manifestazioni che ricordano cori da stadio, tanto più se rivolti a un magistrato che ha semplicemente esercitato il proprio diritto di opinione. Comprendo che il clima del referendum sia stato particolarmente acceso, ma proprio per questo sarebbe stato necessario mantenere equilibrio e senso delle istituzioni. Quanto accaduto rappresenta invece una scelta impropria e inelegante, che non contribuisce ad elevare il livello del dibattito pubblico. Alla dottoressa Imparato va la mia solidarietà umana e istituzionale”.




















