Giovedì sera, nel Centro di Aggregazione Giovanile ospitato all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata a San Cipriano d’Aversa, si è svolto il primo appuntamento del progetto “Autismo – Solo la conoscenza abbatte il pregiudizio”, promosso da Diversa-Mente ODV in collaborazione con Work in Progress APS e patrocinato dal CSV AssoVoCe di Caserta.
Non una semplice presentazione di un libro, ma un momento di confronto e riflessione che ha messo al centro il tema dell’inclusione, partendo dall’esperienza raccontata da Amalia Palma nel suo volume L’Isola che non c’è.
L’iniziativa nasce da un’idea coltivata da tempo dalla presidente di Diversa-Mente ODV, Rossella Maione, che ha individuato proprio nell’opera di Amalia Palma il punto di partenza ideale per aprire un ciclo di incontri dedicati alla conoscenza dell’autismo e, più in generale, della diversità.
Scoperta
Nel suo libro, infatti, l’autrice affronta il tema della disabilità mentale con uno sguardo profondamente umano. Non propone una lettura tecnica o scientifica, ma accompagna il lettore in un percorso di scoperta, invitandolo ad andare oltre stereotipi e pregiudizi per comprendere una realtà che troppo spesso resta invisibile semplicemente perché poco conosciuta.
Da questa riflessione prende forma una domanda tanto semplice quanto profonda: chi stabilisce cosa sia davvero la normalità?
È proprio questo interrogativo ad aver guidato il primo appuntamento del progetto, che intende promuovere una cultura dell’inclusione autentica, distinguendola dalla semplice integrazione.
L’incontro si è trasformato in un dialogo aperto tra relatori e pubblico. Le domande, gli interventi e il confronto hanno reso la serata un vero momento di partecipazione collettiva, dimostrando come la conoscenza rappresenti il primo e più efficace strumento per abbattere ogni forma di pregiudizio.
Un ruolo importante è stato svolto anche dall’associazione Work in Progress APS, che ha accolto l’iniziativa nei propri spazi, trasformando il Centro di Aggregazione in un luogo di incontro, ascolto e condivisione.
Valore simbolico
Durante la serata è intervenuto anche il presidente del CSV AssoVoCe, Antonio Zacchia, che ha voluto sottolineare il forte valore simbolico dell’iniziativa e il significato profondo di svolgere un’iniziativa dedicata all’inclusione proprio all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata. “Ogni volta che si varca il cancello di un bene confiscato si prova una sensazione particolare: è una sensazione di libertà. Si entra in un luogo che un tempo rappresentava il potere della criminalità e che oggi appartiene ai cittadini, alle associazioni, ai giovani. È il segno concreto che la legalità può vincere.”
Richiamando il titolo del libro di Amalia Palma, Zacchia ha poi evidenziato come il vero cambiamento richieda coraggio. “Per entrare e uscire dall'”Isola che non c’è” serve coraggio. Il coraggio di mettere in discussione le proprie convinzioni, di abbandonare i pregiudizi e di guardare la realtà con occhi nuovi. È un viaggio che riguarda tutti noi.”
Il presidente del CSV ha quindi affrontato uno dei temi centrali dell’incontro: la percezione dell’autismo nella società.
“Molti pregiudizi nascono semplicemente dalla non conoscenza. Esistono numerosi esperimenti sociali che dimostrano come, quando una persona con autismo vive situazioni di quotidianità senza che la sua condizione venga dichiarata, nessuno si accorge di alcuna differenza. È nel momento in cui applichiamo un’etichetta che cambiano gli sguardi, i comportamenti e, purtroppo, spesso nascono le discriminazioni. Per questo la conoscenza è il primo strumento per abbattere il pregiudizio.”
L’entusiasmo e la partecipazione registrati nel corso della serata hanno confermato quanto sia forte il bisogno di occasioni di confronto su temi che riguardano non solo le persone con autismo e le loro famiglie, ma l’intera comunità.
L’auspicio espresso dagli organizzatori è che questo primo “Caffè dell’Inclusione” rappresenti soltanto l’inizio di un percorso stabile, capace di coinvolgere cittadini, famiglie, associazioni e istituzioni in una rete di dialogo, sensibilizzazione e crescita condivisa.
Perché, come è emerso dagli interventi e dal dibattito con il pubblico, la conoscenza resta il primo e più efficace strumento per abbattere il pregiudizio. Solo imparando a conoscere ciò che è diverso da noi possiamo superare stereotipi e paure, costruendo una comunità più consapevole, accogliente e autenticamente inclusiva.



















