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No alla trasformazione di Abc Napoli in Spa dall‘European Water Movement, la rete cui aderiscono una cinquantina di organizzazioni europee per il riconoscimento dell’acqua come bene comune e come diritto universale fondamentale. Un appello è rivolto a Comune di Napoli e Regione Campania, destinatari di una lettera. L’incipit ricorda come l’Ewm sia nato “nella vostra città nel 2011 a seguito del referendum svoltosi in Italia, con “il Manifesto di Napoli” quale atto fondativo. Ma esauriti i convenevoli, si esprime subito “il proprio sconcerto per la ventilata ipotesi di trasformare Acqua Bene Comune Napoli (Abc) da azienda speciale di diritto pubblico a società per azioni di diritto privato”.

La posizione dei movimenti europei è chiara. “Facciamo innanzitutto presente che – scrivono – tanto il quadro normativo della Ue che quello italiano non vietano assolutamente l’esistenza di aziende speciali di diritto pubblico, né tantomeno il rinnovo per queste aziende di concessioni già in essere”. L’esempio citato è “la ‘régie à autonomie financiaire et personnalité morale’”, ossia “l’equivalente in Francia dell’azienda speciale di diritto pubblico in Italia”. Un modello scelto da “sempre più municipalità francesi”, al posto di “aziende private per la gestione dei servizi idrosanitari”. Ciò premesso, “non si vede alcuna giustificazione per modificare lo stato giuridico di Abc – sostiene l’Ewm – a fronte di un esercizio più che soddisfacente dal punto di vista sia economico che di qualità del servizio”. Risultati “sicuramente migliori – aggiunge la lettera – rispetto a tante società di diritto privato, siano esse di proprietà pubblica, privata o mista”. Ad esempio, “i risultati in termini di prezzo e qualità del servizio da parte delle ‘régies’ in Parigi, Montpellier, Lione ecc. sono migliori rispetto a quelli di equivalenti aziende private”.

A detta dell’European Water Movement, “la conferma dello stato giuridico di azienda speciale permette inoltre di procedere immediatamente al rinnovo della concessione per i successivi trent’anni”. In tal modo, si offrirebbe “una garanzia di mantenimento nel lungo termine della natura di bene pubblico non soggetto a mercificazione e a rischi di condizionamento da parte di interessi privati, sicuramente maggiore rispetto alla trasformazione in SpA di diritto privato, quand’anche avvenisse mantenendo il 100% di proprietà pubblica”. Secondo i movimenti europei, “la veste giuridica di azienda di diritto privato non assicura infatti nel medio e lungo termine il mantenimento di una gestione totalmente pubblica e partecipata, rispetto a quanto può essere garantito da un’azienda speciale di diritto pubblico”. L’iniziativa dell’Ewm è accolta con favore dai comitati campani per l’acqua pubblica. “La questione Abc – sottolinea il costituzionalista Alberto Lucarelliassume sempre più una dimensione europea e internazionale. Solo il Comune e i suoi accoliti non sono in grado di comprendere cosa stiano facendo e soprattutto cosa stiano negando non confermando la gestione ad Abc, trasformandola in società per azioni”. La lettera è firmata anche da sigle tedesche, francesi e greche.