“La strada per la trasformazione di Abc è lunga”. In un post social, il costituzionalista Alberto Lucarelli traccia la road map dei comitati per l’acqua pubblica, nel braccio di ferro col Comune di Napoli sulla gestione idrica.
E invita a non cantar vittoria troppo presto, tra chi oggi punta a trasformare l’azienda speciale in società per azioni.
Nel percorso di lotta, il docente della Federico II mette anche ricorsi al Tar e alla Consulta, nel secondo caso contro il decreto Draghi del 2022: il perno dell’operazione Abc.
Nelle sue considerazioni, non mancano critiche alla posizione dei sindacati, favorevoli al cambio di forma societaria.
“Che strana realtà viviamo – scrive Lucarelli -. Un Sindaco, una Giunta, un consiglio, i sindacalisti di ABC che esultano nella possibilità di sopprimere ABC. C
ommissario di ABC, EIC regionale e locale che se ne lavano le mani, ma da piccoli esecutori sono eccitati dall’ idea di saltare sulla spa.
Un modello di grande civiltà giuridica e aziendale, presente in tante capitali a partire da Parigi con Eau de Paris, i cui cittadini ne vanno fieri.
Il modello più consono a gestire un bene pubblico essenziale quale l’acqua estraneo a logiche privatistiche del mercato e dei profitti. Che strano mondo.
I lavoratori e non tanto i sindacati, sanno bene, e fanno finta di non sapere, quanto si attenueranno progressivamente le loro garanzie e i loro diritti.
Quanto i processi di estrernalizzazione sono prossimi alla governance di spa e quanto gli stessi determinano nel tempo una contrazione dei posti di lavoro”.
Un passaggio del discorso tocca anche un ricordo personale. Da assessore comunale, nel 2013 Lucarelli guidò la nascita di Abc, ossia Acqua Bene Comune.
“Normalmente, e me ne resi conto nella resistenza che ebbi quando feci la trasformazione di arin spa in Abc nel 2011 – afferma il costituzionalista -, i vertici di una società pubblica e i loro accoliti si esaltano a giocare a fare i privati con strutture e risorse pubbliche.
Aumenta la loro flessibilità, aumenta la possibilità di dare consulenze insomma aumenta il loro potere contrattuale all interno e all esterno dell azienda, e i loro guadagni. Non mi preoccupo dunque di loro ma delle posizioni più deboli, più fragili.
Quelle posizioni che pensammo di valorizzare all interno del comitato di sorveglianza, tuttora osteggiato dalla governance di Abc. In ogni caso la strada per la trasformazione è lunga. Piano industriale, Corte dei Conti, ricorsi al Tar, eccezione di costituzionalità del Decreto Draghi”.
Lucarelli però avverte: “Ma nel frattempo la mobilitazione deve crescere. Concentrata su Napoli ma con lo sguardo sulla Città metropolitana (riprendendo il progetto di Abc con Napoli e i comuni dell’area Nord uniti in una unica azienda speciale consortile) sulla Regione Campania, con lo sguardo su Fico”.
Al presidente della Regione, i comitati chiedono “da subito: 1. di esprimere il suo dissenso su ciò che sta avvenendo in Abc, 2. Di costituire l’azienda speciale per la gestione della grande adduzione.
Infine per tenere alta la tensione partecipativa immaginare percorsi regionali di democrazia diretta propositivi o anche confermativi tesi alla costituzione con legge di una Abc in scala regionale come presente già in altre Regioni”. Una risposta dovrà arrivare.





















