Sull’acqua pubblica a Napoli è muro contro muro, col contorno di nuove tensioni e accuse. I comitati, dietro lo striscione, sono stati bloccati sotto Palazzo San Giacomo dal cordone di forze dell’ordine.
Chiedevano, ancora una volta, un incontro con l’amministrazione comunale. “Non siamo stati ricevuti” comunica Elena Coccia, storica avvocata dei diritti civili. E rincara: “Non c’è il sindaco, né il vicesindaco né l’assessore maggiore, cioè Cosenza: la città è sgovernata”.
All’ordine del giorno c’è sempre la gestione dei servizi idrici, con la trasformazione di Abc Napoli da azienda speciale a società per azioni. “Il Pd non lo vedo proteso a difesa dell’acqua pubblica” dice padre Alex Zanotelli. E svela: “Ne ho potuto parlare l’anno scorso con la Schlein, lei non ne sapeva nulla”.
Ma il tema agita il Campo Largo, colpito ieri a Napoli dalla contestazione di disoccupati e attivisti di Potere al Popolo.
“So che c’è un interesse diretto di Elly Schlein rispetto a quanto sta accadendo a Napoli” precisa il costituzionalista Alberto Lucarelli.
Il quale specifica: “So che ci sono sollecitazioni a interagire, a partire dagli studi che abbiamo redatto. Ed è chiaro che c’è una forte tensione”.
Lucarelli, ordinario della Federico II, è autore di un parere legale sul caso. Considera legittimo l’affidamento ad Abc Napoli del servizio trentennale di gestione idrica, anche nell’attuale veste di azienda speciale, senza la mutazione in spa.
“Il Campo Largo si restringe dal punto di vista della partecipazione popolare” punge il consigliere comunale Gennaro Esposito. Un presunto scollamento originato anche da temi come l’acqua pubblica, “su cui si è silenti” aggiunge.





















