Una pesante contestazione di Potere al Popolo e dei disoccupati irrompe in piazza del Gesù a Napoli, alla manifestazione nazionale del Campo Largo. La tensione arriva da sotto il palco, dove un gruppo di disoccupati interrompe i comizi, gridando “Vergogna” e “buffoni”. Sventolano anche le bandiere di Potere al Popolo. I primi a finire nel mirino è chi apre la serata: il sindaco Gaetano Manfredi ed il governatore Roberto Fico. Conte, Bonelli e Fratoianni escono dal retro. Il presidente del M5s prova a riportare la calma: “Noi non facciamo decreti per impedirci di parlare e di reprimere il dissenso, cercate di distinguere”. Ma gli animi si scaldano, arrivano le forze dell’ordine. Manifestazione sospesa. “Traditori”, “Fuori la Nato dall’Italia“, “sono gli slogan urlati dai contestatori, prima di essere accompagnati all’uscita.
Si riprende dopo un quarto d’ora. “Sono i fascisti che traggono vantaggio da questa operazione” si sfoga Bonelli. Schlein dribbla la protesta: “Siamo qui uniti non perché ce lo ha chiesto il medico. Non faremo mai più il favore alle destre di dividerci”. Ma l’atmosfera è guastata dalla contestazione. Al centrosinistra arriva perfino la solidarietà del centrodestra, Meloni in primis. “Esprimo la mia solidarietà ai leader e agli attivisti del ‘campo largo‘ – scrive la premier sui social -, contestati durante la manifestazione di Napoli da esponenti di Potere al Popolo, che hanno tentato di impedirne il regolare svolgimento. La libertà di organizzare e svolgere una manifestazione politica è un principio che deve valere sempre, per tutti. Noi continueremo a difenderlo senza esitazioni e senza doppi standard”. Lo stesso fa Lorenzo Fontana, presidente della Camera: “Rivolgo la mia solidarietà ai rappresentanti politici del campo largo e ai cittadini presenti questa sera all’iniziativa di Napoli. Il confronto, anche quando è acceso, non può mai tradursi nel tentativo di impedire ad altri di prendere la parola. La libertà di manifestare le proprie idee è un principio essenziale della democrazia”.
E una nota di Potere al Popolo spiega alcune ragioni del dissenso in piazza. “Il campo largo viene a Napoli a lanciare la campagna elettorale del 2027 – dichiara il portavoce nazionale Giuliano Granato – per presentare la città come modello per il governo nazionale. La Napoli di Manfredi che ha approvato due anni fa il salario minimo e non lo ha mai applicato con lavoratori degli appalti che continuano a percepire 7-8 euro di salario. Dicono di volere un’Italia diversa e poi nelle città che amministrano stendono tappeti rossi alla speculazione immobiliare – vedi Milano – fanno rientrare dalla finestra chi ha inquinato e doveva pagare e invece non solo non pagherà ma otterrà anche soldi – vedi Napoli”.


















