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C’è anche il vicepresidente dell’Unione Industriali di Napoli, Antonio Amato, tra i circa cinquanta indagati nell’ambito della vasta inchiesta sui presunti illeciti legati ai lavori per la realizzazione dell’Alta Velocità Napoli-Bari.

A riportarlo è Repubblica Napoli. Amato, 40 anni, dal giugno 2023 anche presidente dei Giovani Industriali napoletani, sarebbe coinvolto in uno dei diversi filoni dell’indagine coordinata dal pm Henry John Woodcock e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, diretto dal colonnello Paolo Consiglio.

Nei confronti dell’imprenditore viene ipotizzata una vicenda di false fatturazioni che, secondo quanto emerso, sarebbe collegata all’acquisto di un’imbarcazione da diporto. L’episodio contestato risalirebbe all’estate di tre anni fa.

Per Amato la Procura avrebbe chiesto l’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di residenza.

Il suo nome, tuttavia, non compare nell’elenco dei venti indagati per i quali il gip ha disposto l’interrogatorio preventivo, passaggio previsto dalla legge prima di decidere sulle richieste cautelari avanzate dalla Procura. Una circostanza che, secondo quanto riportato dal quotidiano, potrebbe indicare che il giudice non abbia ritenuto sussistenti gli elementi necessari per procedere ulteriormente nell’esame di questo specifico capitolo.

La posizione di Amato resta comunque circoscritta a questo episodio e non riguarda gli altri filoni della più ampia indagine sull’Alta Velocità Napoli-Bari.

Come per tutte le persone coinvolte nell’inchiesta, le contestazioni si trovano nella fase delle indagini preliminari e vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.