L’area medica del Napoli cambia dopo una stagione caratterizzata da numerosi infortuni e recuperi complessi. Dai casi Neres e Lukaku fino agli stop di De Bruyne e Anguissa, il club apre una nuova fase con l’addio di Raffaele Canonico e la promozione di Gennaro De Luca.
Canonico lascia il Napoli dopo oltre due decenni di lavoro. Entrato nello staff medico all’inizio dell’era De Laurentiis, nel 2019 aveva assunto il ruolo di responsabile dell’area medica, seguendo alcune delle stagioni più importanti della storia recente del club, compresi gli ultimi scudetti. Ora la società ha deciso di affidare il reparto a De Luca, già inserito nell’organizzazione sanitaria azzurra.
Una stagione condizionata dagli infortuni
Il cambio arriva al termine di una stagione in cui gli infortuni hanno inciso pesantemente sul rendimento della squadra. Tra problemi muscolari, lunghi stop e recuperi più complessi del previsto, Conte ha dovuto rinunciare a diversi uomini chiave, modificando spesso formazione e assetto tattico. Una situazione che ha inevitabilmente acceso il dibattito anche sulla gestione dei recuperi.
Il caso Neres
L’episodio più discusso è stato quello di David Neres, diventato il simbolo della stagione. L’esterno brasiliano si fermò dopo il trauma alla caviglia riportato contro la Lazio. In un primo momento si optò per una terapia conservativa e, dopo un recupero ritenuto sufficiente, tornò in campo contro il Parma. Il rientro, però, durò appena una trentina di minuti: il dolore si ripresentò e Neres fu costretto a fermarsi di nuovo. Solo dopo un consulto specialistico a Londra venne deciso l’intervento chirurgico, che lo costrinse a un lungo stop e alimentò il dibattito sulla gestione del suo recupero.
Il caso Lukaku
Anche Romelu Lukaku ha vissuto una stagione travagliata. L’attaccante belga si infortunò il 14 agosto 2025 durante l’amichevole contro l’Olympiacos, riportando una grave lesione al retto femorale della coscia sinistra. Dopo una parte della riabilitazione svolta in Belgio, il rientro slittò fino al 25 gennaio 2026, quando tornò in campo nel finale della sfida contro la Juventus. Il recupero, però, non fu definitivo. Dopo poche presenze e nuovi problemi fisici, Lukaku raggiunse il Belgio per rispondere alla convocazione della nazionale, ma rinunciò alle amichevoli dopo aver accusato altri fastidi. Gli accertamenti evidenziarono un’infiammazione nella zona della cicatrice del precedente infortunio.
Da quel momento esplose il caso. Il Napoli lo attendeva a Castel Volturno per la ripresa degli allenamenti, ma il belga decise di restare in patria per proseguire la riabilitazione con il proprio staff. Il club si riservò di valutare provvedimenti disciplinari, mentre Lukaku spiegò di aver scelto il Belgio esclusivamente per recuperare al meglio. Dopo un confronto con la società, completò il percorso riabilitativo nel suo Paese. Una vicenda che contribuì ad alimentare il dibattito sulla gestione degli infortuni.
De Bruyne e Anguissa
Anche Kevin De Bruyne non completò il recupero esclusivamente a Castel Volturno. Dopo la grave lesione muscolare riportata a ottobre, il centrocampista fu operato ad Anversa e svolse una parte importante della riabilitazione in Belgio prima del graduale rientro in gruppo. Una scelta comune per un campione del suo livello, ma che confermò come alcuni big abbiano preferito affidarsi anche a strutture esterne durante il recupero. Stagione complicata anche per Frank Zambo Anguissa. Il centrocampista camerunese si infortunò durante gli impegni con la nazionale e il suo rientro subì continui rinvii. Quando sembrava vicino al recupero, emerse una lombalgia collegata a un’ernia che rallentò ulteriormente il percorso di riabilitazione e lo costrinse a saltare anche la Coppa d’Africa. Solo a marzo Conte riuscì a riaverlo gradualmente a disposizione.
Napoli, cambia l’area medica
Il Napoli non ha collegato ufficialmente l’addio di Raffaele Canonico alla gestione degli infortuni. Tuttavia, i casi Neres, Lukaku, De Bruyne e Anguissa hanno inevitabilmente alimentato riflessioni all’interno dell’ambiente azzurro. La promozione di Gennaro De Luca, affiancato da Angelo Gioffredi, apre così una nuova fase.
L’obiettivo è migliorare la gestione dei recuperi e ridurre il numero degli stop in una stagione che vedrà il Napoli impegnato su più competizioni.



















