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Non c’è pace per il quartiere Pianura, area Ovest di Napoli. Non solo ecomostri come il T1 di via Vicinale Trencia: adesso incombe anche l’allestimento di un sito di trasbordo dei rifiuti indifferenziati dai camion piccoli a quelli più grandi. L’impianto è dell’Asia, l’azienda d’igiene ambientale partecipata del Comune di Napoli, e sta sorgendo in via Pablo Picasso, una strada che dista pochi metri da via Nelson Mandela (zona Montagna Spaccata), dove si trova già un’isola ecologica gestita sempre da Asia e finita sotto sequestro in seguito a un vasto incendio scoppiato domenica 4 ottobre 2026 che ha distrutto parte della struttura. La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta ipotizzando anche il dolo.

Tornando al sito di trasbordo, che avrà un costo di 428.127 euro ed è finalizzato al miglioramento della logistica e all’ottimizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti nella zona, l’opera trova l’opposizione dei cittadini e dei comitati civici che, oltre ad aver lanciato una raccolta di firme, accusano l’amministrazione cittadina di considerare l’area ad Ovest la pattumiera di Napoli.

“Pianura ha già dato – sbotta Alfredo Anzoino, rappresentante del Comitato Pianura Libera –. La posta in gioco è semplice: il Comune di Napoli e l’Asia stanno trasformando l’area pubblica di via Pablo Picasso (originariamente destinata a un palazzetto dello sport mai finanziato) in un punto di trasbordo dell’indifferenziato”.

Alfredo Anzoino annuncia ad Anteprima24 che sabato 24 ottobre alle ore 11, proprio davanti all’area di trasbordo, ci sarà un sit-in di protesta perché “Pianura non ci sta!”. “A ridosso del nuovo sito ci sono la stazione della Cumana di Pianura, tre scuole, due campi di calcio e un centro padel, senza dimenticare l’isola ecologica recentemente incendiata – evidenzia il rappresentante del Comitato civico –. I lavori in corso mirano a “mettere a norma” l’area con vasche di contenimento, griglie di scolo, serbatoio, trattamento delle acque di lavaggio e impianti con lance per deodoranti e disinfettanti. Lavori della partecipata Asia di cui noi residenti non abbiamo per niente fiducia, data l’assenza nell’espletamento dei servizi di base come pulizia dei cassonetti e spazzamento, con performance igienico-sanitarie mediocri in un quartiere già gravato da più discariche”.

Basta leggere i commenti di chi ha sottoscritto la petizione per comprendere il livello di rabbia e soprattutto di delusione di molti abitanti della zona per l’assenza di opere compensative, come il mancato rifacimento di quelle strade dove il maggior traffico è proprio quello dei camion della nettezza urbana.

“Denunciamo il costante e permanente rischio ambientale – dichiara Alfredo Anzoino –: sono troppi gli ammalati di neoplasie in un quartiere che ha già subito per decenni discariche, emergenze ambientali, contaminazioni e bonifiche irrisolte attese, con aree ancora da mettere in sicurezza: una storia che non può essere cancellata e che ancora oggi pesa sul futuro del nostro quartiere. Nonostante siano passati anni e si siano fatte tante chiacchiere, non si è ancora attivata la caratterizzazione dei siti né si sono cantierizzati i progetti esecutivi di bonifica”.

E conclude: “Pianura ha già sopportato e ora si è arrivati a prospettare un nuovo sito destinato al trasbordo dei rifiuti. Come se quarant’anni di emergenze non fossero bastati, come se questo territorio non avesse già dato abbastanza. L’appuntamento per chi vuole gridare il proprio ‘no’ è per sabato 24 ottobre alle ore 11, proprio davanti all’area di trasbordo: ci sarà un sit-in di protesta perché “Pianura non ci sta!””.