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I pendolari vesuviani tornano a farsi sentire e alzano il tono contro quella che definiscono una continua strumentalizzazione politica delle criticità della Circumvesuviana. Dopo anni di disservizi, ritardi e incertezze quotidiane, gruppi e comitati chiedono ora un incontro urgente con l’assessore regionale ai Trasporti Mario Casillo, per fare chiarezza sul futuro della linea e costruire un percorso concreto di rilancio.

Da circa quindici anni, spiegano i rappresentanti dei pendolari, la battaglia per il diritto alla mobilità viene portata avanti quasi esclusivamente da cittadini e comitati, spesso lasciati soli. “Siamo stanchi di assistere a una bagarre politica che sembra una campagna elettorale permanente, mentre noi restiamo sui marciapiedi ad aspettare treni che non sappiamo se passeranno e se continueranno a passare”, denunciano.

Pur consapevoli della situazione “drammatica” in cui versa il servizio, i pendolari chiedono un confronto diretto e immediato con la Regione. L’obiettivo è condividere un nuovo percorso capace di garantire un’offerta di trasporto stabile, non più precaria, e tempi ragionevoli per far “rinascere dalle ceneri” la Circumvesuviana.

Netta anche la presa di distanza da chi oggi, secondo i comitati, grida allo scandalo dopo anni di assenza. “Prendiamo le distanze da chi oggi si scopre indignato, ma per lungo tempo ha fatto mancare la propria vicinanza ai pendolari vesuviani. Basta speculare sulla nostra pelle”, affermano.

I gruppi ricordano come, in anni di manifestazioni, appelli e petizioni, la presenza dei rappresentanti istituzionali territoriali sia stata un’eccezione più che la regola. Da qui l’appello finale, duro e diretto: “Siate seri. Scendete dal treno”.

La richiesta porta la firma di Enzo Ciniglio, portavoce del gruppo Facebook NO AL TAGLIO DEI TRENI DELLA CIRCUMVESUVIANA; Salvatore Ferraro, portavoce del gruppo CIRCUMVESUVIANA-EAV; Marcello Fabbrocini, presidente del comitato civico A Cifariello Ottaviano; e Salvatore Alaia, presidente del comitato civico E (A) Vitiamolo Sperone.