Le maglie cambiano, il talento resta. A cambiare, invece, è il peso sulle partite. De Bruyne prende in mano il Belgio, Hojlund trova i gol con la Danimarca. Il Napoli guarda, raccoglie buone notizie e si porta dietro una domanda: perché con gli azzurri non riescono a incidere con la stessa continuità? È il tema che accompagna Allegri nella settimana del ritorno in campo. Dopo un inizio difficile, la risalita passa anche dalla risposta che il tecnico saprà dare.
La lunga sosta ha mostrato un De Bruyne capace di decidere in modi diversi. Contro l’Italia ha innescato Godts nell’azione del vantaggio belga, contribuendo al successo per 2-0 all’Olimpico. Contro la Turchia si è preso la scena con due gol di qualità assoluta nel 3-0 dei Diavoli Rossi. Il primo è una combinazione di tecnica e rapidità: scambio con Lukebakio, tunnel con l’esterno e destro sul primo palo. Il secondo, al 59’, è un’altra dimostrazione del suo repertorio: riceve da Tielemans fuori area e scarica un destro che si infila sotto la traversa, verso l’incrocio. Prima salta l’uomo e conclude, poi colpisce dalla distanza. Due soluzioni diverse, la stessa capacità di spostare la partita. Anche Hojlund ha rimesso in evidenza le proprie qualità. Nelle prime tre gare della sosta ha segnato due volte: contro la Norvegia, nella sconfitta per 3-2, e contro il Portogallo, nel 4-2 subito dalla Danimarca. In mezzo, il successo per 2-0 sul Galles. Contro i norvegesi ha raccolto una respinta del portiere e firmato il momentaneo pareggio; contro i lusitani ha riportato ancora la sua squadra sul 2-2. Gol che non sono bastati a evitare le sconfitte, ma che hanno restituito un centravanti presente nei momenti decisivi.
Il punto, per il Napoli, è capire come ottenere lo stesso contributo. Le partite delle nazionali non bastano a spiegare tutte le difficoltà azzurre, ma rendono meno convincente una lettura affidata soltanto alla condizione dei singoli. Se De Bruyne riesce a creare e concludere, se Hojlund trova palloni da trasformare, Allegri deve interrogarsi anche su come la squadra li serve e li accompagna. Per Kevin significa ricevere più spesso con la possibilità di guardare la porta, trovare compagni che attacchino gli spazi e arrivare al limite per sfruttare anche il tiro. Ogni pallone giocato in quelle condizioni può diventare un passaggio decisivo, un dribbling, una conclusione. È lì che il suo talento può pesare maggiormente.
Per Hojlund servono rifornimenti e distanze più corte. Il danese deve poter attaccare la profondità, entrare in area, trovare un compagno con cui scambiare senza restare isolato contro i centrali. Il lavoro per la squadra conta, ma il Napoli ha bisogno soprattutto che il suo numero nove arrivi nelle condizioni giuste al momento del tiro. Metterli nelle condizioni di esprimersi è il compito di Allegri. Il collegamento tra i due deve diventare una soluzione cercata con continuità: De Bruyne ha il passaggio per liberare Hojlund, il danese ha la corsa per dare un bersaglio alle intuizioni del belga. Attorno, però, occorrono movimenti, sostegno e una manovra capace di portarli vicino alla porta avversaria.
La settimana della ripartenza comincia con questa esigenza. Il Napoli deve recuperare terreno in campionato e conquistare punti importanti in Champions. Le invenzioni di De Bruyne e i gol di Hojlund possono cambiare il passo degli azzurri. Allegri deve fare in modo che quanto mostrato in nazionale diventi parte del gioco del suo Napoli.
King Kevin De Bruyne 👑
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— UEFA EURO (@UEFAEURO) October 3, 2026


















