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Non si può considerare un aut aut al proprio allenatore – quello di Aurelio De Laurentiis – ma di sicuro una mossa per costringere Antonio Conte ad uscire allo scoperto nella partita a scacchi in corso per il futuro della panchina del Napoli. Chiare le parole del patron azzurro: “Se Antonio vuole la Nazionale deve decidere immediatamente e dirci che vuole andare. Allora avrei tempo ad aprile e maggio per trovare qualcun altro”.
“Antonio Conte – ha spiegato il produttore in un’intervista al New York Times – è un uomo molto serio. Ha un contratto con me. Non mi abbandonerebbe mai all’ultimo minuto. Perché creerebbe un grosso problema per il Napoli. Se si sacrifica dopo due anni passati a creare un Napoli molto forte, una sua creatura, la ucciderebbe, abbandonandola proprio all’ultimo minuto. Oppure decide immediatamente e dice ‘vorrei andare’. Allora avrei tempo ad aprile e maggio per trovare qualcun altro per fare la sostituzione. Altrimenti, non credo che il signor Conte abbandonerà mai il Napoli. È un uomo serio e professionale. Se fossi un allenatore, prima di accettare il ruolo di ct, ci penserei cento volte”.
In questo modo il presidente azzurro accorcia i tempi rispetto alla data dell’incontro che di solito fa con il tecnico a stagione finita. D’altra parte, con la qualificazione Champions in mano, la stagione del Napoli non dovrebbe riservare più grosse sorprese. Conte è tra i papabili per la panchina del nuovo corso della Nazionale, e De Laurentiis non chiuderebbe a una risoluzione anticipata del suo contratto in scadenza nel 2027, ma chiede al suo mister di saperlo per tempo per non trovarsi impreparato. Non è un mistero che al patron azzurro piacciano i nomi di Italiano e Farioli, tecnici su cui è forte l’interesse anche di altre squadre. Muoversi per tempo, prima che parta il domino delle panchine, sarebbe essenziale. Di qui la mossa di mettere fretta al tecnico salentino che De Laurentiis vorrebbe provare a trattenere e al quale sarebbe disposto anche ad allungare il contratto in scadenza tra un anno. Ora la palla passa a Conte.