Un esposto urgente contro il degrado, l’abusivismo commerciale e la violazione della legalità nel centro storico e nelle aree turistiche di Napoli. Il dossier è stato elaborato dall’Associazione Artigianà, che si occupa della tutela dell’artigianato e del commercio in città: un SOS rivolto alle autorità per chiedere un intervento immediato e non più differibile.
«L’intera area del centro cittadino – con particolare gravità nei Decumani (via dei Tribunali, via San Biagio dei Librai), in via Toledo e lungo tutto il Litorale – versa ormai in uno stato di totale e incontrollato abbandono, alla mercé di ogni forma di abusivismo commerciale, sia itinerante sia fisso», denunciano i soci di Artigianà.
Una fotografia drammatica del ventre molle della città, come conferma ad Anteprima24 Germana Falibretti, presidente dell’associazione nata per tutelare l’artigianato e il commercio autentico napoletano contro la contraffazione e l’invasione di souvenir di bassa qualità.
«Da oltre un anno denunciamo puntualmente alle autorità il dilagare dell’ambulantato abusivo – spiega la presidente –. C’è una vendita capillare di merci illegali: borse, abbigliamento, accessori dei marchi più noti e profumi. Ci sono tre temi fondamentali: sicurezza, vivibilità e tutela del cittadino. L’anarchia commerciale mina la sicurezza urbana: le vie dello shopping e del turismo sono costantemente ostruite da esposizioni abusive che impediscono ai cittadini la normale fruizione degli spazi pubblici e creano sacche di microcriminalità e borseggio».
Un altro aspetto della vicenda riguarda più da vicino i tanti visitatori che affollano la città. «L’ambulantato abusivo nel centro storico è aggressivo e si basa su pratiche moleste, come la vendita insistente di cornetti portafortuna, amuleti, il lancio del sale o i calzini – attacca Germana Falibretti –. I turisti sono le vere vittime perché, oltre al contatto fisico invadente, subiscono una martellante richiesta di denaro che molti, loro malgrado, sono costretti a sborsare, con cifre che oscillano tra i 20 e i 60 euro».
C’è poi l’altra faccia della medaglia, che assomiglia a una vera e propria beffa per chi rispetta le regole. «Esiste una palese disparità di trattamento: i commercianti regolari subiscono controlli rigidi sulle occupazioni di suolo pubblico, mentre le numerose bancarelle totalmente abusive mantengono postazioni fisse restando indisturbate – sottolinea –. Considerando le pesanti carenze di personale delle forze dell’ordine, nell’esposto abbiamo chiesto di organizzare un servizio più dinamico ed efficace. I presidi fissi, infatti, non producono gli effetti desiderati in termini di deterrenza e rispetto delle regole».
Un altro elemento rilevante è il danno d’immagine al turismo e alla legalità: il visitatore che tocca con mano questa anarchia difficilmente farà nuovamente rotta all’ombra del Vesuvio. «Napoli sta vivendo una stagione di grandissimo afflusso turistico – evidenzia la presidente di Artigianà – ma il tutto si riduce tristemente a un mercato illegale a cielo aperto che svilice l’offerta di un centro storico patrimonio UNESCO».
Infine, c’è un punto cruciale che riguarda l’economia e il tessuto produttivo della città. «C’è un danno economico rilevante in termini di fatturato per tutte le attività regolari – conclude Germana Falibretti –. Gli esercenti e gli artigiani, che rappresentano il cuore sano della città, pagano regolarmente le tasse statali, i tributi locali (IMU, TARI, occupazione di suolo pubblico) e sostengono i costi del personale e delle materie prime. Subire la concorrenza sleale e aggressiva di chi opera totalmente nel sommerso e a costo zero sta portando molte attività storiche al collasso. Auspichiamo la nascita immediata di un tavolo di confronto urgente tra l’Amministrazione comunale, la Prefettura e le associazioni di categoria per ripristinare il decoro urbano e la legalità economica, a tutela di chi lavora onestamente».


















