Un passaggio di testimone tra chi ha reso questa storia nota in tutto il mondo e un gruppo di attori giovanissimi chiamati a misurarsi con gli antefatti della serie. Il photocall di ‘Gomorra – Le Origini‘ ci appare così: un incontro-confronto tra generazioni, più che una semplice operazione di continuità.
L’anteprima partenopea, l’incontro in sala con il pubblico, hanno restituito l’immagine di un progetto pienamente consapevole del proprio peso. Una serie che avverte la responsabilità di un’eredità importante, ma che allo stesso tempo prova a percorrere una strada autonoma. ‘Gomorra – Le Origini‘ guarda allo show originale con rispetto ma sposta l’attenzione su un altro periodo storico e adotta un linguaggio narrativo differente.
Nel 1977 Napoli è una città attraversata da contraddizioni profonde. Il contrabbando caratterizza gran parte dell’attività criminale, la povertà delimita le aspirazioni di molti. In questo contesto cresce Pietro Savastano: un ragazzo accolto in una famiglia disagiata di Secondigliano, costretto a costruirsi giorno dopo giorno una possibilità per il futuro. Il suo desiderio non è ancora il potere, ma il riconoscimento: contare qualcosa, smettere di essere invisibile.
A interpretarlo è Luca Lubrano, che al photocall si è mostrato con la stessa misura che caratterizza il suo Pietro: un adolescente che ama, che sogna insieme ai suoi amici, che vive un primo sentimento totalizzante e acerbo.
Sul legame tra il Pietro sedicenne e il boss che il pubblico ha conosciuto nelle stagioni della serie madre si è espresso anche Fortunato Cerlino, storico volto di Don Pietro Savastano. Più che soffermarsi sul personaggio, Cerlino ha scelto di parlare dell’attore, riconoscendo in Lubrano qualità evidenti e un talento che richiede dedizione, studio e rigore.
Lubrano – come molti dei suoi compagni di set – ha raccontato l’esperienza con emozione e lucidità, descrivendola come un’occasione arrivata quasi inaspettatamente, affrontata sotto la guida attenta e partecipe di Marco D’Amore. Per gran parte del cast Gomorra rappresenta senz’altro il primo lavoro di grande visibilità e i giovani attori sono consci della responsabilità nell’interpretare personaggi tanto noti ad un pubblico internazionale.
Nel racconto la traiettoria di Pietro cambia con l’incontro con il boss Angelo ’a Sirena, figura centrale interpretata da Francesco Pellegrino.
Tra i personaggi femminili spicca Fabiola Balestriere, che interpreta la Scianel da giovane. È una donna vessata da una relazione opprimente e segnata dalla violenza. Il carattere feroce del personaggio non è ancora emerso con evidenza, ma se ne avvertono i presagi.
Di segno opposto è Imma, portata in scena da Tullia Venezia. Proviene da un contesto borghese, coltiva una passione profonda per la musica e guarda al futuro con determinazione e disciplina.
A tenere insieme questo universo narrativo è Marco D’Amore, affiancato da Francesco Ghiaccio che dirige il quinto e il sesto episodio della serie. D’Amore torna a Gomorra, il suo lavoro si concentra su linguaggi, suoni, corpi. Durante la presentazione in sala, davanti a un pubblico numeroso, il regista si affida ai versi di De Filippo per provare a descrivere le emozioni che accompagnano l’uscita di questa opera:
“Ah… si putesse dicere
chello c’ ‘o core dice;
quanto sarria felice
si t’ ‘o ssapesse dì!”.
“È difficile raccontare davvero ciò che sento” ha aggiunto. E ha chiesto al pubblico una cosa sola: amore e clemenza nell’accogliere i protagonisti di questo nuovo progetto.
Nella fruizione di un prequel non si può non esercitare una forma costante di parallelismo tra i personaggi già noti ed amati e le loro versioni antecedenti, ma ‘Gomorra – Le Origini‘ si prospetta come un lavoro a sé stante sicuramente godibile per la qualità della trama e dei suoi giovani interpreti.



















