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di Arnaldo Capezzuto

Mentre proseguono i test con la tecnologia Jammer per bloccare il segnale dei cellulari nel carcere di Secondigliano, a Napoli, nell’altro penitenziario partenopeo, quello di Poggioreale, gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno messo a segno un altro blitz: sono finiti sotto sequestro otto smartphone di ultima generazione e un micro cellulare nella disponibilità dei detenuti.

La detenzione in carcere, specialmente per reati di camorra, serve principalmente ad interrompere i rapporti operativi tra il condannato e il clan di appartenenza. È chiaro — come denunciano i magistrati della DDA — che se chi sta scontando la pena continua a impartire linee strategiche al proprio gruppo criminale, la condanna perde di valore. L’attenzione degli 007 è massima proprio sul capoluogo campano, considerato una sorta di laboratorio: è qui che hanno preso il volo per la prima volta i droni usati per rifornire i detenuti direttamente in carcere con cellulari, droga e perfino armi.

Diverse indagini hanno svelato, all’interno degli stessi istituti penitenziari, l’esistenza di un vero e proprio racket: i dispositivi introdotti tramite droni, lanci o corrieri vengono pagati cifre elevate, spesso tramite noleggi settimanali che vanno da centinaia di euro fino a 1.000-1.500 euro a settimana.

Lo smartphone o il micro cellulare devono essere “puliti” e anonimi. Chiaramente occorre dotare il dispositivo di una SIM anonima, priva di intestatario e di qualsiasi riferimento a documenti o identità reali. Un numero anonimo da usare per un paio di chiamate e poi distruggere. Ricordiamo che in Italia, non è possibile attivare legalmente una sim di qualsiasi altro operatore in modo anonimo, poiché la legge italiana richiede obbligatoriamente l’identificazione dell’intestatario tramite un documento d’identità valido.

La domanda sorge spontanea: allora dove è possibile acquistare questa “SIM magica”?

È quello che Anteprima24.it ha tentato di scoprire partendo proprio da via Nuova Poggioreale, a pochi passi dal penitenziario. Dopo aver contattato un uomo — una sorta di “spicciafaccende” per chi è ospite dello Stato — e avergli esposto la nostra richiesta, abbiamo atteso un quarto d’ora. L’interlocutore, efficiente e gentile, ci ha poi indirizzati verso via Nolana: sembra che sia proprio da queste parti che passi il commercio delle SIM anonime.

Lì ci siamo rivolti a un certo “Giovanni“, un nome chiaramente fittizio data la nazionalità africana dell’addetto. Anche a lui abbiamo spiegato che ci occorreva una SIM anonima per effettuare telefonate sicure e “stare tranquilli”. In un primo momento il nostro “Giovanni“, visibilmente infastidito, non ne voleva sapere — mancava poco che ci cacciasse —, ma poi si è avvicinato dicendoci che forse poteva aiutarci. Alla fine ha contattato un amico e collega, fornendoci indicazioni precise su dove incontrarlo.

Così, da via Nolana ci siamo spostati nella zona di Piazza Garibaldi, con punto di riferimento un famoso bar. Dopo un’attesa accettabile di circa dieci minuti, si è materializzato un giovane che, una volta avvistatici, ha sfoderato la SIM anonima ancora confezionata: marca Lyca Mobile, con un’autonomia di 250 Giga, ricaricabile ogni mese e abilitata per internet e chiamate VPN, al costo di soli dieci euro. Ci siamo mostrati interessati a titolo informativo e, dopo aver declinato l’acquisto, lo abbiamo salutato.

Insomma, a Napoli si trova qualsiasi cosa: basta solo sapere dove cercare. Ecco il video reportage.