Non c’è un attimo di tranquillità per la Juve Stabia che da appena un mese ha cambiato proprietario passando nelle mani di Alfredo Guerri, finito oggi nel mirino di una inchiesta della Guardia di Finanza della Procura di Napoli Nord. L’accusa è quella di aver posto in essere una truffa del superbonus 110% che ha portato a un sequestro di beni del valore di oltre 14 milioni di euro. “Dall’indagine sarebbero emersi gravi indizi nei confronti del rappresentante legale delle società Domus srl nell’ambito dell’ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche che, per conto di una serie di condominii, ha eseguito interventi di ristrutturazione utilizzando le agevolazioni fiscali previste nel decreto rilancio. Grazie a tecnici compiacenti – si legge in una nota del procuratore Domenico Airoma – pur non avendo mai avviato i lavori edili avrebbe comunque emesso le fatture”.
E’ bene sottolineare che l’indagine non riguarda la Juve Stabia, ma la società Domus srl del patron delle Vespe che solo un mese fa aveva rilevato il club campano al termine di un iter molto complicato. Il club è stato regolarmente iscritto al torneo di serie B avendo ottemperato, grazie alla nuova proprietà, a tutti i parametri richiesti per essere ai nastri di partenza del torneo Cadetto.
Ripescaggio
Allo stato attuale, come detto, l’inchiesta non coinvolge direttamente i vertici della Juve Stabia né figure riconducibili alla governance del club. Resta tuttavia aperta l’attenzione sulle possibili implicazioni che la vicenda potrebbe avere sull’assetto proprietario della società. Nel frattempo sui social i tifosi del Bari, retrocesso in serie C, hanno ripreso a sperare in un clamoroso ripescaggio in B al posto della Vespe ma al momento non sembra esserci alcun margine per uno scenario simile.




















