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Partizia Mercolino, accompagnata dal suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi, si è recata stamattina negli uffici della Procura per depositare la registrazione audio di una conversazione avuta con il cardiochirurgo che il 23 dicembre scorso ha impiantato al figlio, Domenico, deceduto sabato scorso, un cuore prelevato a Bolzano e giunto nel capoluogo partenopeo danneggiato.
Il file audio è stato messo a disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo che vede sette indagati tra medici e paramedici per il reato di omicidio colposo in concorso.

Nella chiavetta consegnata al pm l’audio di un colloquio risalente allo scorso 18 febbraio in cui il chirurgo del Monaldi che ha effettuato il trapianto al piccolo Domenico, il dottor Guido Oppido, spiega alla mamma del bambino, Patrizia Mercolino, di averla rassicurata il giorno prima sulla possibilità di poter ancora effettuare un nuovo trapianto al bambino “solo per disperazione”.     

Il dottor Oppido – spiega l’avvocato della famiglia Francesco Petruzzi – quando si è recato dalla signora per comunicare l’esito negativo del consulto avuto con l’heart time allargato, quello al quale hanno partecipato i maggiori esperti nazionali, ha detto ‘signora ieri sera quando le ho detto che Domenico era trapiantabile non lo era, l’ho fatto per disperazione’. Questo – prosegue l’avvocato – fa pensare che Oppido avrebbe in un certo qual modo orientato le decisioni dell’heart team. Se lui dice che fino alla sera prima il Monaldi considerava trapiantabile il bimbo comprova che era lui a decidere se fosse trapiantabile o meno. Ricordo che il dottor Oppido è rimasto il medico curante di Domenico fino al giorno della procedura condivisa di cure richiesta da noi. E’ stato il nostro medico di parte a chiedere che Domenico avesse un altro medico curante e solo allora Oppido è stato rimosso”. 

A noi che Domenico fosse morto con il cuore danneggiato nel petto era già chiaro. Quello che vogliamo sapere adesso è se l’ipotesi riportata dalla relazione di Bolzano e poi smentita – e cioè che il cuore danneggiato sia stato trapiantato ed espiantato – sia frutto di dichiarazioni mendaci fatte dal Monaldi al Cnt o di una ricostruzione errata dell’azienda bolzanina. In ogni caso dopo le accuse che provengono da Bolzano credo sia arrivato finalmente il momento che la Direzione Generale del Monaldi prenda posizione e convochi una conferenza stampa per spiegare come sono andate le cose”. Così il legale della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, in merito al giallo creatosi attorno alla ricostruzione inviata al Ministero della Salute dal Dipartimento Salute della Provincia di Bolzano che mette in risalto alcune criticità nell’espianto dell’organo destinato al piccolo Domenico.
“Invece di fare smentite – spiega Petruzzi al telefono con l’ANSA – il Monaldi prenda posizione su questo documento e convochi una conferenza stampa. A parlare sia la direzione Generale, non gli indagati, e prenda le distanze dalle gravi accuse che arrivano da Bolzano”. “E’ una settimana – aggiunge Petruzzi – che diciamo che ci furono problemi con l’espianto effettuato a Bolzano e quanto emerge dalla relazione conferma i nostri dubbi. A maggior ragione vorremmo chiedere alla dottoressa Farina (cardiochirurgo del team medico inviato dal Monaldi in Alto Adige, ndr) quanti espianti avesse al suo attivo come primo operatore”.