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Finisce su Change.org, la piattaforma nazionale per le petizioni civiche, la richiesta di una mamma napoletana indirizzata all’amministrazione Manfredi. L’oggetto sono delucidazioni sull’utilizzo del cibo che avanza dalle mense scolastiche. È una richiesta diretta, una denuncia chiara contro un paradosso che ogni giorno si ripete nelle scuole statali e comunali della città.

“È un messaggio completamente diseducativo”, si legge nel testo. “A casa e a scuola insegniamo ai bambini a non sprecare, a rispettare il cibo, a proteggere il pianeta. Poi, davanti ai loro occhi, intere porzioni perfettamente integre vengono buttate perché il sistema non prevede alternative. Che lezione stiamo dando?”.

Il problema, secondo la promotrice, è lo scodellamento. Durante la refezione i piatti completi (primi, secondi, contorni mai assaggiati) vengono serviti ma non toccati e poi gettati. “Cibo cucinato, pagato dalle famiglie e sostenuto con risorse pubbliche. Cibo che potrebbe essere consumato più tardi. Cibo che invece finisce nei rifiuti. Non è solo uno spreco alimentare. È uno spreco economico. È uno spreco ambientale” scrive la mamma.

In un tempo in cui si parla di sostenibilità, la petizione evidenzia la contraddizione: proprio la scuola, luogo di formazione civica, non si doterebbe di strumenti per evitare che il cibo integro finisca nella spazzatura. Per questo la mamma napoletana chiede al Comune di intervenire con regole chiare. Servono procedure che permettano agli alunni di portare a casa le porzioni servite ma non consumate, quando rimangono integre e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Servono soluzioni organizzative già sperimentate con successo in altre città italiane. E serve trasparenza, con dati pubblici sullo spreco alimentare nelle mense cittadine, perché senza numeri non si può cambiare.

La scuola deve essere il primo luogo in cui si impara che il cibo ha valore“, conclude la promotrice. Un appello che non ammette silenzi. Perchè se continuiamo a gettare cibo integro davanti ai bambini, non insegniamo rispetto, insegniamo rassegnazione.