Tempo di lettura: 3 minuti

Una condanna complessiva al pagamento di circa 1,3 milioni di euro nei confronti di una 52enne casertana, già direttrice amministrativa di alcune scuole in Terra di lavoro. L’ha emessa la sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Campania, dichiarando anche la contumacia di Antonella Pascarella. La vicenda della donna era divenuta nota alle cronache negli anni scorsi. La Procura erariale le contestava che, “con una serie di comportamenti volti ad alterare la contabilità scolastica e a contraffare i mandati di pagamento – recita la sentenza – aveva nel tempo distratto in suo favore ingenti somme di danaro destinate agli Istituti scolastici e in alcuni casi a terzi”. Peraltro, “per le medesime condotte – aggiunge il provvedimento – la prevenuta era stata condannata in sede penale in via definitiva a sette anni di reclusione“.

Tra i fatti addebitati alla donna, anche quello di essersi “indebitamente appropriata delle somme versate in contanti dalle famiglie degli alunni per i costi delle coperture assicurative e per la partecipazione a viaggi di istruzione, per un importo complessivo di € 48,392,11, omettendo il versamento nelle casse dell’Istituto” nel 2012, all’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” di Castel Morrone.

Ma la parte più cospicua della condanna riguarda l’accusa di danno di immagine al Ministero dell’Istruzione e del Merito. In questo caso, il danno erariale è stimato in 891.955 euro. “La notizia del reato commesso dalla Pascarella – scrive la Corte – riportata in più di un’occasione sulla stampa locale e nazionale, come dimostrato dalla documentazione versata in atti, ha determinato un’evidente lesione del prestigio dell’Amministrazione in conseguenza della gravità della condotta illecita e della consistente somma non versata sul conto del Ministero e distolta dai fini cui era destinata”. E pertanto, “in considerazione della particolare attenzione mediatica che si è concentrata in particolare sede locale su questa vicenda – aggiungono i giudici -, è evidente che la suddetta reiterata condotta abbia determinato una “deminutio” dell’apprezzamento dei consociati nell’agire degli organi preposti alla gestione della cosa pubblica, ingenerando la convinzione di un’Amministrazione organizzata in maniera confusa, incidendo negativamente sulla (sminuita) considerazione nei confronti delle persone che agiscono per conto della stessa”. Altri 445.977,66 euro sono dovuti per danno patrimoniale diretto, così ripartiti: 126.741 euro in favore dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” di Castel Morrone; 1.630 euro in favore della Scuola Media Statale “Pascoli” di Casagiove; 317.605 euro in favore dell’Istituto Comprensivo “Collecini – Giovanni XXIII” di Caserta. La pronuncia è sempre impugnabile in appello.