Tempo di lettura: 2 minuti

Morti sul lavoro, è nuovo allarme in Campania. Il quadro emerge dal report semestrale dell’Osservatorio Sicurezza sul lavoro e ambiente Vega Engineering, elaborato su dati forniti dall’Inail, con statistiche fino al 30 giugno di quest’anno. “Alla fine dei primi sei mesi del 2026 – spiega il report – le regioni in zona rossa, ovvero con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 14,5 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Calabria, Liguria, Sicilia, Campania, Umbria e Puglia“. L’indice della Campania è pari a 18,7, il quarto peggior dato nazionale. Il report non considera gli infortuni avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto casa-lavoro.

Risulta migliore la situazione in zona arancione, in cui l’incidenza è compresa tra il valore medio nazionale ed il 125% dell’incidenza media nazionale. È il caso di Veneto, Tentino Alto Adige e Toscana. In zona gialla (tra il 75% dell’incidenza media nazionale ed il valore medio nazionale, cioè sotto la media): Piemonte, Marche, Sardegna, Emilia Romagna e Lombardia. Lo studio indica poi una zona bianca, dove l’incidenza delle morti sul lavoro è la più bassa (inferiore al 75% della media nazionale). In quest’ultima categoria sono presenti Lazio, Molise, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Valle d’Aosta. L’indagine di Vega riporta anche l’andamento dell’ultimo quadriennio. La Campania balza dal 17,2 del 2023 al 20,3 del 2024. Lieve calo nel 2025 (19,2), proseguito nel primo semestre di quest’anno (18,7).

“Dopo i segnali di miglioramento registrati nei mesi precedenti – commenta in una nota Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul lavoro e ambiente Vega – il bilancio delle vittime sul lavoro in Italia torna a crescere: 701 decessi nei primi otto mesi del 2026, il 2,9% in più rispetto al 2025. Un dato che preoccupa e dimostra quanto sia ancora fragile il percorso verso una riduzione duratura delle morti sul lavoro”.