Rendere omaggio a Diego Armando Maradona nel giorno del suo compleanno — il 30 ottobre avrebbe spento 66 candeline —, approfittare del ponte di Ognisanti e visitare Napoli, la città dove il mito del calcio mondiale continua a vivere. Sì, perché la leggenda del pallone non se ne è mai andata dalla sua amata città.
Così due giovani fidanzati argentini hanno fatto tappa nella metropoli partenopea e, oltre a recarsi al Largo Maradona per ammirare il murale con le sembianze del Pibe de Oro, vivere la commozione dei napoletani e dei tanti turisti che affollano i Quartieri Spagnoli ed emozionarsi di fronte ai racconti e all’atmosfera inneggiante a Diego, si sono poi diretti allo stadio Maradona a Fuorigrotta. Un tour dedicato al magico numero 10, che a Napoli è forse più importante di San Gennaro.
Tutto bene: città bellissima, posti magnetici, la simpatia dei partenopei e poi la cucina, per non parlare del panorama, dei monumenti e delle opere d’arte. Però c’è un però. I due giovani fidanzati argentini sono rimasti colpiti, per non dire scioccati, dalla Napoli di notte, al punto da girare un video in diretta su TikTok. Inquadrando le piazze, le strade e i vicoli, hanno commentato come in una videocronaca calcistica lo sfrecciare degli scooter che sembrano impazziti, i centauri che impennano e persino una madre con tre figli sullo stesso mezzo a due ruote.
Folle velocità, gimkane, totale assenza di caschi e l’utilizzo del cellulare mentre si è alla guida. Sconvolti e atterriti da quelle scene di anarchia totale, senza un poliziotto in strada. Nessun controllo, nessuna regola rispettata, strisce pedonali ignorate così come i semafori e perfino il senso di marcia. Il video, in Italia e in Argentina, sta macinando numeri impressionanti con migliaia di commenti.
Questo il commento nella video-cronaca dei fidanzati argentini:
“Il traffico a Napoli è una follia. Non so, vuoi guidare una moto? Vieni qua, non importa l’età che hai, qui puoi guidare la moto. Abbiamo visto bambini di 10 anni guidare le moto a velocità pazzesche. La polizia non c’è e, se c’è, non ti dicono niente. Stanno tutto il tempo a suonare il clacson. Sembrano impazziti. Beh, non c’è sicurezza, cioè non ci sono poliziotti, letteralmente non c’è nessuno. La verità è che, poiché sei europeo, questo fatto ti dà più tranquillità, però qui è impossibile. Non so, siamo stati fortunati. Ci sentiamo sopravvissuti. Sono cose che non si comprendono, come il fatto che molti non indossano il casco. E sì, a Napoli è così”.




















